Ancora senza fognature: l’attesa lunga decenni del quinto stralcio a Villa Rosina

Il focus sui lavori per il completamento del quartiere trapanese. Il trenta per cento degli abitanti ancora senza fognature. Non c’è ancora certezza sui fondi necessari, circa otto milioni e mezzo di euro. L’amministrazione comunale tra ricorso al Tar e mutuo per finanziare l’opera.

331

di Mario Torrente

Che fine ha fatto il quinto stralcio dei lavori a Villa Rosina? Se lo chiedono da mesi gli abitanti del popoloso quartiere trapanese, soprattutto quelli che stanno della zona del grande agglomerato dove ancora mancano servizi essenziali, come le fognature. Questo vuol dire che i residenti, che vivono nella zona rimasta fuori dai lavori dei primi quattro stralci, periodicamente devono provvedere a svuotare i pozzi neri con gli auto-spurgo, facendosi carico dei costi: mediamente 60 euro ogni 20 giorni per una famiglia di 4 persone. E si possono ritenere fortunati, visto che c’è chi se la passa decisamente peggio. In alcune zone, in base alle pendenze del terreno ed alle infiltrazioni nel sottosuolo, c’è chi è costretto a chiamare l’auto-spurgo pure una volta a settimana, ritrovandosi nel proprio pozzo nero pure i liquami provenienti da altrove. Il che fa riempire subito le fosse biologiche dove confluiscono le acque nere provenienti dalle case limitrofe. Un po’ come se si fosse creata condotta fognaria “ombra” che porta i liquami in alcuni punti, a discapito degli sfortunati proprietari che si ritrovano i pozzi neri pieni prima del previsto.

Una situazione, tra l’altro, come ricordato dagli stessi abitanti di Villa Rosina, più volte segnalata agli uffici del Comune di Trapani, dove resta fermo ormai da molti mesi il servizio auto-spurgo a suo tempo, con tariffe calmierate, attivato anni addietro dall’amministrazione di Palazzo D’Alì per venire incontro alle esigenze dei residenti del quartiere che non sono ancora serviti dalla rete fognaria. E per questo ogni anno devono sborsare un bel po’ di quattrini, circa mille euro l’anno come fatto sapere dagli stessi cittadini. Ma c’è chi ne esce anche molti di più a causa delle infiltrazioni e delle pendenze che fanno spostare questi “fiumi” sotterranei di liquami.

Per di più con la beffa di dovere pagare, nella bolletta dell’acqua, essendo allacciati alla rete per l’approvvigionamento idrico, anche la quota per la depurazione. Solo che le loro case non sono collegate alla rete fognaria, dovendo quindi provvedere a loro spese alla svuotamento dei pozzi neri e delle fosse imhoff. Una situazione che riguarda circa un terzo della popolazione residente del quartiere di Villa Rosina, che in tutto conta qualcosa come sette mila abitanti. Ed il trenta per cento delle abitazioni ancora non è collegata alla rete fognaria, praticamente dalla zona che va dalla via Medea fino all’incrocio con la via Erice-Mazara, passando per le via delle Grazie e Cassandra, strade che furono saltate durante i precedenti stralci. Un’area piuttosto ampia, insomma, rimasta fuori dai primi quattro cantieri, sollecitati e attesi per decenni. E ancora si aspetta.

L’urbanizzazione di Villa Rosina, quartiere sorto abusivamente dalla fine degli anni Sessanta, iniziò nel 1995 con l’allora sindaco di Trapani Mario Buscaino che programmò l’intervento in cinque stralci. Il primo lotto fu progettato e realizzato durante l’amministrazione Buscaino mentre il secondo venne invece portato a compimento dal sindaco Nino Laudicina. Il terzo e quarto furono completati dalla sindacatura Fazio, e quindi ai primi del Duemila. Gli ultimi lavori, partiti nel 2008, riguardarono la zona della via Circe. Da quasi quindici anni si attende quindi il completamento dell’urbanizzazione di un terzo del grande agglomerato della città di Trapani, con la realizzazione di diverse opere fondamentali, come illuminazione pubblica, fognature, strade e marciapiedi. Ma il quinto stralcio, che fino a pochi anni addietro era dato per imminente, è rimasto al palo. L’importo del progetto, predisposto negli anni Novanta, ammonta a quasi cinque milioni di euro. Ma a 27 anni dalla programmazione dell’urbanizzazione, ancora oggi non c’è traccia dell’avvio dei lavori.

Eppure l’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Giacomo Tranchida in questi anni di governo della città di Trapani ha provato a recuperare le somme necessarie per finanziare l’ultimo lotto del quartiere di Villa Rosina, proprio i fondi che permetterebbero di completare diverse opere a partire dalle fognature. L’investimento complessivo, per la precisione, ammonta a circa otto milioni e mezzo di euro, di cui 4 milioni e 800 mila euro sono attesi dalla Regione a seguito di una sentenza che a suo tempo diede ragione agli uffici del Comune di Trapani che contestarono l’esclusione dalla graduatoria fatta dall’assessorato regionale al territorio e ambiente per l’erogazione dei finanziamenti per gli ex agglomerati abusivi. L’amministrazione comunale dell’epoca presentò ricorso al Tar.

Il Tribunale amministrativo, accogliendo le ragioni dell’esecutivo di Palazzo D’Alì, dispose l’inserimento in graduatoria delle opere per l’agglomerato urbano trapanese. La somma che l’assessorato regionale territorio e ambiente è chiamata a liquidare ammonta a 4 milioni e 800 mila euro. Ma come prospettato a suo tempo dall’allora assessore ai lavori pubblici Dario Safina, a questo importo si sarebbe dovuto aggiungere il risarcimento del danno, derivante dall’aumento dei costi per la realizzazione delle opere, con cui l’amministrazione Tranchida contava di arrivare a circa otto milioni e mezzo di euro. Ma, le somme non sono mai arrivate nelle casse del Comune di Trapani. Nonostante il pronunciamento del Tar, l’assessorato regionale territorio e ambiente non ha trasferito un solo centesimo. L’amministrazione comunale guidata da Giacomo Tranchida ha però chiesto di rispettare il pronunciamento del Tribunale amministrativo di Palermo.

 Intanto è proseguito l’iter per la verificazione del progetto, così come previsto dalla normativa sugli appalti. Durante questo passaggio, come fatto sapere da Dario Safina, che dopo essersi dimesso da assessore continua a collaborare con l’amministrazione da consulente, sono emersi alcuni errori ed al momento si sta correggendo il progetto, “in modo da risolvere le criticità emerse”. Nel frattempo resta aperto il contenzioso con la Regione ed a breve partirà l’appello per chiedere il pagamento delle somme. “Stiamo ricostruendo la vicenda. I termini per presentare appello – ha fatto sapere Safina – scadono il 28 giugno e l’amministrazione comunale è pronta a portare avanti le sue ragioni al Cga per sollecitare il pagamento di quanto spetta al Comune di Trapani per il completamento delle opera di urbanizzazione a Villa Rosina”.

E proprio in queste ore la Giunta guidata dal sindaco Giacomo Tranchida ha dato mandato all’ufficio legale di impugnare la sentenza del Tar Sicilia, sede di Palermo, “con la quale è stata respinta la domanda del Comune di ottenere il finanziamento dell’ultimo stralcio delle opere di urbanizzazione del quartiere di Villa Rosina”, si legge in un comunicato stampa diramato queste mattina. Il ricorso, predisposto dall’avvocatura comunale, con il supporto del consulente del sindaco Dario Safina, si è evidenziato come la sentenza del Tar non abbia tenuto conto “della circostanza che le risorse effettivamente erogate dalla Regione Siciliana siano inferiori a quelle spettanti, per effetto di quanto previsto nel lontano 1996. Dunque, si è deciso di proporre appello, in quanto si è fiduciosi – continua la nota di Palazzo D’Alì di ottenerne l’accoglimento.

Ma l’esecutivo di Palazzo D’Alì, per arrivare al più presto all’avvio dei lavori, sarebbe pronta a seguire un’altra strada: contrarre un mutuo per portare in cantiere il completamento dei lavori, andando quindi oltre le previsioni del quinto stralcio predisposto negli anni Novanta, dove restano fuori diverse strade, puntando quindi sul progetto predisposto, su incarico dell’amministrazione Tranchida, all’ingegnere Placenza e consegnato al Comune del luglio del 2019. Qualche mese prima dell’inizio della pandemia. Ed è questo il progetto che si punta a portare in cantiere e che consentirebbe di ultimare, una volta e per tutte, l’urbanizzazione del quartiere di Villa Rosina con una spesa stimata di circa 9 milioni di euro.

L’amministrazione comunale, nelle more di fare ricorso e ottenere, in caso di accoglimento anche da parte del Cga, i finanziamenti dalla Regione, conta di portare in appalto, in tempi brevi, il progetto esecutivo attraverso un mutuo, da estinguere non appena arriveranno le somme dall’assessorato regionale territorio e ambiente. Ma il mutuo non si è ancora potuto contrarre perchè manca il bilancio comunale. Ma una volta predisposto e approvato lo strumento economico dell’ente, a questo punto si potrà mettere in campo questo piano “B” per cercare di velocizzare l’iter per dare le tanto attese risposte ai cittadini di Villa Rosina che rientrano nell’area del quinto stralcio. E non solo. Come prospettato dallo stesso Safina, col mutuo, una sorta di binario parallelo nell’attesa che arriveranno i fondi della Regione, sempre se saranno disponibili, si potrebbe infatti avere la certezza dell’avvio della procedura per la realizzazione delle condotte fognarie, dell’illuminazione pubblica e delle strade con annessi marciapiedi. Il condizionale resta rigorosamente d’obbligo. E gli stessi abitanti del quartiere ei Villa Rosina, stanchi di decenni di attese, attendono fatti concreti. Non più parole.

Il quartiere – ha sottolineato Elvira Vultaggio, presidente della associazione “Insieme per Villa Rosina”a prescindere dal fatto che attende da tempi inverosimili di essere urbanizzato,  oggi si è stancato delle chiacchere. Specie dopo gli ultimi  anni in cui ci è costato impegno e fatica seguire l iter amministrativo, che non solo cammina lentamente, ma soprattutto vuole essere “ammuttato”. Dopo le ultime comunicazioni di Tranchida e Safina che evidenziano solo binari morti lungo le vie che intendevano perseguire, ( un anno e mezzo per la verifica di un progetto, ad oggi non terminata; la promessa della richiesta di un mutuo a completamento ad oggi impossibile considerato che non  c’è un bilancio). Oggi noi attendiamo solo i fatti”.

Dal canto suo il sindaco Giacomo Tranchida ha ribadito l’impegno della sua amministrazione. “In ogni sede e con ogni mezzo, perseguiremo l’obiettivo – ha dichiarato nel comunicato stampa diramato oggi – di completare le opere di urbanizzazione di Villa Rosina in quanto necessarie a dare dignità a cittadini che per troppo tempo sono stati presi in giro da una classe politica, che nulla ha realmente fatto per un pezzo di città conosciuto solo in campagna elettorale. Ricordo, inoltre, che nonostante le difficoltà legate al Covid ed alla crisi economica degli enti locali, la mia amministrazione, grazie all’impegno dell’Ufficio Lavori Pubblici sino al mese di aprile guidato dall’avv. Safina, ha sbloccato un iter progettuale fermo da anni, pervenendo al progetto esecutivo, facendolo verificare da un organismo indipendente e adesso apportando i correttivi indicati dal verificatore. Sicuramente, molto c’è ancora da fare ma alle chiacchiere altrui noi abbiamo fatto seguire i fatti, che condurranno, con certezza, alla realizzazione delle opere”.

A questo punto, dunque, si dovrà aspettare l’esito del ricorso, con il “binario parallelo” dell’eventuale piano “B” del mutuo. Un’ipotesi ancora tutta da vedere. Al momento restano quindi poche certezze su dove saranno presi i soldi necessari per completare l’urbanizzazione di Villa Rosina, il cui iter va avanti ormai da decenni: tra un po’ saranno trent’anni, a cui si deve aggiungere il periodo di proteste e “lotte” dei cittadini per chiedere di dare dignità ad una zona del territorio dove vivono migliaia di trapanesi che vorrebbero soltanto i servizi essenziali.

Semplicemente un quartiere normale. In una città normale. Ma nel 2022 si continua a fare i conti con i pozzi neri che si riempiono, le strade al buio ed i marciapiedi che non ci sono. Ed una classe politica che, a tutti i livelli, è chiamata a dare risposte in un quartiere che conta sette mila abitanti e che ha mostrato, attraverso l’organizzazione di diverse iniziative, una forte vitalità e coesione. Un esempio di cittadinanza attiva da prendere a modello. Ma dove, ancora oggi, dopo anni di promesse e rassicurazioni, la domanda resta sempre la stessa: “Ma che fine ha fatto il quinto stralcio per Villa Rosina?”