Un’odissea burocratica e assicurativa quella vissuta da una donna di 55 anni di Calatafimi Segesta titolare di un chiosco in legno adibito a pub-ristorante andato totalmente distrutto in un incendio. Tre anni non sono bastati alla Cattolica Assicurazione per risarcire i danni.

Le fiamme poco dopo la mezzanotte dell’1 luglio 2019 distrussero la struttura per la somministrazione di cibi, bevande e tavola calda nella villa comunale, sulla scorta di una convenzione con il Comune. Un danno di decine di migliaia di euro. Già pochi mesi dopo l’incendio il danno era stato quantificato dai periti ma non liquidato da Cattolica perché nel frattempo la Procura di Trapani aveva aperto un procedimento penale, contro ignoti, poiché i vigili del fuoco avevano sospettato la matrice dolosa. Le indagini, però, non hanno prodotto risultanze per corroborare la tesi del dolo e a maggior ragione individuare gli eventuali responsabili. Nel gennaio 2020 è stata chiesta l’archiviazione.

L’iter risarcitorio nel frattempo è rimasto bloccato perché la compagnia d’assicurazione non ha inteso liquidare il danno, non concedendo neanche un acconto, prima che la vicenda penale fosse archiviata. Solo nel giugno 2021 la procura ha messo la parola fine con l’archiviazione “non essendo emersi elementi utili per l’identificazione dei responsabili o comunque per l’ulteriore prosecuzione delle indagini preliminari”. Ma a Cattolica Assicurazione non è bastato, ha chiesto che le venisse trasmesso il fascicolo penale completo con il decreto originale che però, nonostante le ripetute richieste, non è stato inviato dalla Procura.

Dopo un pressing continuo sulla compagnia da parte dei legali dell’esercente, gli avvocati dello Studio3A-Valore S.p.A. (società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini) il 14 febbraio 2022 è stato concordato e stabilito definitivamente il danno da risarcire. Pareva fatta, e invece no. A più di quattro mesi dall’accordo tra le parti, la compagnia non ha ancora liquidato un euro alla sua assicurata che, senza questi soldi, rischia di giocarsi la partecipazione al nuovo bando di gestione del chiosco indetto dal Comune. Nel frattempo il 10 giugno 2022 è stato finalmente trasmesso dalla Procura di Trapani copia del fascicolo penale integrale, subito girato alla compagnia con l’ennesimo reclamo, ma neanche ciò è servito. Cattolica non risponde ai solleciti di pagamento e avrebbe fatto sapere informalmente di voler avviare ulteriori accertamenti. Dopo tre anni.