L’ex vescovo di Trapani, Miccichè, rinviato a giudizio per peculato

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Rinvio a giudizio per peculato al prossimo 1 ottobre per l’ex vescovo della Diocesi di Trapani, Francesco Miccichè. Lo ha disposto oggi il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Trapani, Samuele Corso. Accolte, quindi, le tesi del Pm Sara Morri e respinte le eccezioni del difensore avvocato Caputo. Il processo vede imputato l’ex vescovo di essersi appropriato di circa 500 mila euro desunti dall’8 per mille alla Caritas e stornati su conti personali.
Le parti offese, nell’ambito del procedimento, sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Diocesi di Trapani.

Permane sequestro della Procura anche su beni culturali rinvenuti nella sua villa.

I fatti contestati dalla Procura risalgono al 2007 e riguardano due conti corrente su cui confluivano le risorse che il prelato avrebbe sottratto, mettendo “in atto un disegno criminoso con una serie di azioni realizzate in tempi diversi”. La vicenda si inserisce nel più ampio contesto del “Caso Curia”, quando nel 2011 iniziarono le indagini sulla gestione finanziaria della Diocesi di Trapani, tanto che nel 2012 Miccichè venne rimosso da Papa Benedetto XVI in seguito a una visita ispettiva eseguita dal “visitatore apostolico”, monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo.