Il tema delle gestanti, delle partorienti, e della sanità neonatale, rimane per i panteschi un punto centrale del confronto con la loro amministrazione comunale e con la Regione Siciliana. Tema scottante e che pone numerosi problemi e, fino ad oggi, scarse soluzioni. Il Comitato ‘Pantelleria vuole nascere’ in una recente lettera ha avanzato alla amministrazione comunale due richieste.

La prima richiesta, punto centrale della battaglia degli isolani: intraprendere nuove azioni per la riapertura del Punto Nascita di Pantelleria che, lo ricordiamo ai nostri lettori, è stato abolito in funzione di una riorganizzazione della rete ospedaliera e siciliana perché da sola l’isola di Pantelleria non riusciva a garantire (per numero di nascite) i parametri di “produttività” che giustificassero una unità operativa complessa presso l’ospedale Bernardo Nagar. Risultato della riforma: le gestanti vengono assistite par una parte della gravidanza sull’isola (per i normali controlli) e per una parte (controlli specialistici e parto) presso i presidi ospedalieri della terraferma. Per i trasferimenti e altre esigenze sanitarie la Regione ha fissato per le gestanti un contributo di 3000 che però (per tramite del Comune) giunge con grandi ritardi (sempre dopo la nascita dei bimbi) mentre biglietti e permanenze sulla terraferma devono essere pagate subito dalle famiglie. La seconda richiesta verte proprio sul contributo. Il comitato ha chiesto che il Comune lo anticipi visto i ritardi per pagamento di quello relativo al 2019 e che si faccia promotore con la Regione per un aumento a 5000 euro.

L’amministrazione comunale, attraverso il vicesindaco, Maurizio Caldo, ha spiegato che le modalità di erogazione prevedono che l’Assessorato eroghi il 65% del contributo a titolo di anticipo calcolato sulla scorta dei dati dell’anno precedente. Visto che il contributo ha avuto il differimento di un anno in quanto nel 2019 non era stato all’epoca previsto, le somme erogate a riparto dalla Regione al Comune di Pantelleria sono state conteggiate sui numeri del 2018, per cui la cifra messa a disposizione dall’assessorato per gli anni 2019 e 2020 ammonta a euro 74.195,12. Considerato che per gli anni 2019 e 2020 le partorienti che hanno diritto al contributo sono 66 e che il riparto così come è stato chiesto dalla Regione verrà eseguito proporzionalmente per tutti, risulta che nei prossimi giorni verrà erogato un anticipo di 1.124 euro per ciascuno. Una volta che l’assessorato emetterà un nuovo decreto di ripartizione dei fondi, il Comune di Pantelleria, dopo aver accertato la somma in entrata, provvederà ad erogarli ai beneficiari a saldo delle loro spettanze.

Il comune non può anticipare il contributo. Non lo consentono le norme di gestione del bilancio e i principi contabili che non permettono di anticipare denaro che non sia stato accertato in ingresso. Dunque anche se la richiesta appare sensata non è perseguibile allo stato attuale della normativa.

Infine il vicesindaco ha spiegato che proprio in accoglimento delle richieste del Comitato il Comune di Pantelleria ha avanzato all’assessorato regionale per la salute quattro proposte: 1) la riapertura in deroga adeguando la struttura ospedaliera agli standard di sicurezza richiesti dal Comitato Percorso Nascite; in subordine: 2) L’aumento del contributo a 5.000 euro; 3) La stipula di convenzioni che permettano al Comune di Pantelleria di erogare le somme del contributo partorienti in anticipo rispetto all’emissione del decreto assessoriale di attribuzione; 4) l’aumento delle prestazioni per l’accompagnamento al parto presso l’ospedale di Pantelleria.