I lavoratori a tempo determinato del centro di meccanizzazione dell’ESA, l’Ente di Sviluppo Agricolo, di Trapani hanno proclamato l’assemblea permanente. La protesta, condivisa con i sindacati del comparto di CGIL, CISL e UIL, origina dal nuovo contratto, che è stato loro proposto dai vertici dell’ente, che, nei fatti, dopo 40 anni di precariato, li trasformerebbe in lavoratori stagionali con una riduzione delle giornate di lavoro.

In origine questi lavoratori operavano nei nostri campi a sostegno dell’agricoltura, delle imprese agricole e per i contadini registrati come operatori agricoli individuali, nell’aratura, per il trattamento dei terreni, per tutti quei lavori in cui era necessario intervenire con la meccanizzazione. Poi l’ESA, come molti enti regionali, ha depotenziato il suo ruolo, ha abbandonato all’obsolescenza il parco macchine e non lo ha mai rinnovato, e così i trattoristi, senza mezzi per lavorare, si sono trasformati in operai impegnati in almeno 200 giorni lavorativi l’anno a disposizione di comuni per la manutenzione del verde pubblico, dei parchi archeologici, dei consorzi di Bonifica. Quindi una nuova riduzione a 179 giorni di lavoro.

Oggi l’ESA intende ridurre le giornate di lavoro a 151 e, soprattutto, ridefinire giuridicamente i lavoratori, già precari, da 40 anni, trasformandoli lavoratori stagionali, per non doverli assumere a tempo indeterminato. Inaccettabile da lavoratori e sindacati che hanno proclamato l’assemblea permanente. Intanto nelle nove prefetture dell’isola, Trapani compresa, sono stati convocati i tavoli di confronto per il raffreddamento della vertenza.

Infine alcune considerazioni: tornare a potenziare l’ESA potrebbe essere una scelta strategica, la cui responsabilità è in capo alla politica, per la manutenzione del idrogeologica del territorio, per la gestione del verde nelle città e nelle aree protette, ma soprattutto per il recupero di una agricoltura di prossimità, compresa quella indirizzata alla coltivazioni di grano e cereali, materie prime di cui a causa della guerra Russo-Ucraina, si avverte una rinnovata importanza ed esigenza di autosufficienza.