L’Almanacco del giorno

Oggi è domenica 24 marzo. Siamo nel 84º giorno dell’anno e mancano 282 giorni alla fine del 2024.

A Trapani, il sole sorge alle 06:07 e tramonta alle 18:26.

La luna è in fase crescente, illuminata al 99%.

Santo del giorno: Caterina di Svezia, religiosa svedese e figlia di santa Brigida. Contro la sua volontà, venne data in matrimonio in giovane età e, d’accordo con lo sposo, fece voto di castità. Durante un viaggio a Roma, le giunse la notizia della morte del marito, a seguito della quale si dedicò all’attività religiosa di santa Brigida. Intraprese lunghi pellegrinaggi al fianco della madre, durante i quali, secondo la tradizione, le due donne superarono pericolosi ostacoli grazie ad interventi soprannaturali. Dopo la morte della madre nel 1373, entrò nel monastero di Vadstena, dove divenne badessa. Alcuni racconti attribuiscono a Caterina di Svezia il miracoloso salvataggio di Roma da una piena del fiume Tevere. L’episodio è rappresentato in un quadro della cappella a lei dedicata nell’abitazione di piazza Farnese.

Proverbio siciliano: “Chi nasce pulcieddu, nun muore furestu.” (trad. “Chi nasce piccolo, non muore furioso”).

Spiegazione: Questo proverbio suggerisce che anche se una persona è nata con caratteristiche tranquille o timide, non è detto che rimarrà così per sempre. Può crescere e cambiare nel corso della vita.

Aforisma del giorno: “Ai piedi della croce, anche le palme si inchinano. La Domenica delle Palme ci ricorda che anche nei momenti di trionfo, l’umiltà è un attributo imprescindibile”. Questo aforisma riflette sull’importanza dell’umiltà anche nei momenti di gloria o trionfo, come simboleggiato dalla Domenica delle Palme, che commemora l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, quando la folla lo acclamò agitando rami di palma.

Nati oggi: Luigi Einaudi, 24 marzo 1874, politico, giornalista e secondo Presidente della Repubblica Italiana.

Accadde oggi: L’Anschluss — l’annessione dell’Austria alla Germania hitleriana — era andato così “liscio” che i nazisti del vicino Lichtenstein pensarono di organizzare qualcosa di simile. Il 24 marzo 1939 gli affiliati alle croci uncinate locali fecero scattare il putsch. Marciarono su Vaduz con l’obiettivo di scatenare una reazione del governo, che secondo loro avrebbe spinto la Germania a intervenire deponendo il sovrano Franz Josef e annettendo il minuscolo Paese. Ma ci fu un’inaspettata opposizione popolare. Hitler non mosse un dito e i cospiratori furono arrestati. Non furono condannati (per paura di ritorsioni), ma invitati a lasciare il principato. Riuscì perfettamente invece, la notte del 24 marzo 1976, il colpo di stato a Buenos Aires. Intorno all’una del mattino, in un clima di apparente tranquillità, la presidenta “Isabelita” Perón, vedova di Juan Domingo, fu arrestata e l’esercito prese il potere. Nella stessa atmosfera di calma surreale — spesso col favore delle tenebre — iniziarono presto a scomparire gli oppositori.