A Una targa per le vittime del Karol Wojtyla

Una targa in memoria delle vittime del peschereccio Karol Wojtyla è stata scoperta, questa mattina, davanti all’ingresso della Lega navale di Trapani

La verità giace ancora a 378 metri di profondità. Ancora oggi, e sono trascorsi sedici anni, l’affondamento del peschereccio trapanese Karol Wojtyla è avvolto nel mistero. Da sedici anni i familiari delle vittime, si chiedono cosa sia accaduto la notte tra il 24 e 25 aprile del 2007 nel tratto di mare tra le Egadi e Trapani. Ed anche oggi, giornata della memoria, la domanda non trova alcuna risposta. Una sola certezza: quella maledetta notte è stata distrutta un’intera famiglia. A perdere la vita Francesco Grimaudo di 71 anni e i suoi figli Giacomo di 37 anni , Leonardo di 34 e Salvatore di 30. Questa mattina, davanti all’ingresso della Lega navale, nella zona del Lazzaretto, è stata scoperta una targa in memoria dei quattro pescatori, su iniziativa di familiari e amici.
La ferita è ancora aperta. Al dolore per la tragedia, il dolore per i due cadaveri, quelli di Giacomo e Leonardo, mai recuperati. Forse rimasti intrappolati nel relitto. I corpi di Francesco e Salvatore, invece, vennero ritrovati qualche giorno dopo l’affondamento lungo le coste siciliane.
Nel 2007 la Procura di Trapani affidò l’incarico di recuperare il peschereccio ad una ditta di Ravenna che arrivo a Trapani. Al largo delle Egadi nella zona denominata “Banco dei Pesci”, fece diversi tentativi ma non riuscì a portare su l’imbarcazione. Il 30 ottobre del 2010 la Procura chiuse le indagini. Tra le ipotesi, uno scontro con un altro peschereccio, ovvero con un sommergibile americano che transitava in zona. Ipotesi, appunto. Alla manifestazione di questa mattina erano presenti i familiari. Per loro il tempo si è fermato a quella maledetta notte-

GUARDA IL SERVIZIO CON LE INTERVISTE