Restano ai “domiciliari” gli undici agenti di polizia penitenziaria arrestati nell’ambito dell’ inchiesta sulle presunte torture e sui presunti abusi commessi alle carceri di Trapani ai danni dei detenuti. Si tratta di Filippo Guaiana; Antonino Mazzara; Filippo Bucaria; Claudio Angileri; Claudio Di Dia; Andrea Motugno; Francesco Pantaleo; Salvatore Todaro; Stefano Candito; Roberto Passalacqua; Antonino Fazio.
Soltanto uno di loro, davanti al Gip di Trapani Giancarlo Caruso, nel corso dell’udienza di convalida, ha risposto alle domande del giudice. Gli altri, invece, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Le violenze, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria e coordinate dalla Procura del capoluogo, sarebbero state commesse nel reparto Blu, dove venivano portati i detenuti che dovevano restare in isolamento. Vittime, in particolare, i reclusi affetti da disturbi psichici: botte, sputi in segno di disprezzo, umiliazioni. Indagati, complessivamente, 46 guardie.
Le indagini hanno preso il via in seguito alle denunce sporte da alcuni detenuti che avrebbero subito torture e abusi in un reparto del Pietro Cerulli, sprovvisto di telecamere e oggi chiuso per carenze igienico-sanitarie. Ad incastrare le guardie, sarebbero state le telecamere piazzate di nascosto dopo le segnalazioni fatte dai detenuti.


















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