40 anni fa la mafia uccideva il giudice G. Ciaccio Montalto. Questo pomeriggio a Palazzo D’Alì si è tenuto un dibattito dal titolo “Parliamone di mafia!”

un momento di confronto tra i giovani e tra i protagonisti della lotta alla criminalità organizzata

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A dieci giorni dall’arresto di Matteo Messina Denaro, la città di Trapani ricorda, nel 40° della sua uccisione,  il giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto, una delle tante vittime di cosa nostra trapanese. Era la sera del 25 gennaio 1983 quando i sicari di Cosa Nostra lo freddarono in  Via Antonino Carollo a Valderice, dinnanzi l’abitazione paterna. Il corpo fu trovato solo la mattina seguente. Il magistrato milanese indagava scrupolosamente sulle connessioni tra mafia, politica e massoneria, con un interesse particolare sui tornaconti economici legati ai traffici di droga. Questo pomeriggio, a Trapani, presso la Sala Sodano di Palazzo D’Alì si è dispiegato l’incontro-dibattito dal titolo “Parliamone di mafia!” un momento di confronto tra i giovani e tra i protagonisti della lotta alla criminalità organizzata. In un’aula gremita, presente fra gli altri Sua Eccellenza Mons. Pietro Maria Fragnelli e il dott. Giancarlo Caruso, presidente dell’Associazione Nazionale  Magistrati.

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