Monte Erice, frana un tratto della strada dei Difali

La sp 3 "Ericina" è chiusa dal 2016. Venne costruita nel 1850, in 50 giorni, ma dopo 7 anni dalla sua interdizione ai mezzi non si è ancora riusciti a sistemarla per riaprirla. Intanto, nell'attesa della sua messa in sicurezza, l'arteria viaria continua a perdere pezzi.

di Mario Torrente

È franata una parte della strada dei Difali, una delle tre provinciali che porta ad Erice. Il tratto che ha ceduto si trova nei pressi dello storico abbeveratoio, e quindi nel tratto dove da anni è in vigore il divieto di circolazione. La strada dei Difali è infatti chiusa al traffico dal 2016. Venne interdetta ai mezzi dopo il terribile incendio del giugno di sette anni fa. E da allora non è più percorribile nella sua interessa da auto e moto, se non a salire da San Giovannello nel tratto fino al Santuario di Sant’Anna, ed a scendere da Erice fino a poco dopo il cimitero dei Cappuccini. Il tratto centrale è dunque off limits alla circolazione.

Come ricordato dal responsabile della Protezione Civile del Comune di Erice Giuseppe Tilotta, che si è accorto della frana provvedendo alla sua segnalazione per fare transennare la zona, inizialmente la chiusura della strada fu per i danni dell’incendio del 2016. Ma dopo che venne risolto il problema degli alberi bruciati la provinciale 3 “Ericina” restò chiusa per i cedimenti dei muretti e le microfrane lungo la strada. L’ultimo proprio in queste ore mentre nel marzo del 2020 crollò un muretto nel tratto alto, tra l’inizio del sentiero per i Runzi ed il cimitero dei Cappuccini.

La strada resta dunque chiusa da ormai sette anni. Lo stesso periodo in cui in Italia rimane in carica un presidente della Repubblica. Ed un questo primo “Settennato” non si è ancora riusciti a fare la tanto attesa messa in sicurezza. Nel frattempo la strada, che è di competenza del Libero consorzio comunale di Trapani, continua a perdere pezzi. Dal canto suo, l’amministrazione comunale di Erice in questi anni ha più volte chiesto i lavori di manutenzione straordinaria e probabilmente, come prospettato dall’assessore Gianni Mauro, nelle prossime settimane, alla luce del nuovo cedimento, tornerà alla carica chiedendo un incontro con il commissario del Libero Consorzio comunale di Trapani. “Il Comune di Erice – ha ricordato l’assessore Mauro – da sempre sollecita il Consorzio ad intervenire. Ed in tal senso dopo tante interlocuzioni e scambi epistolari ha trasmesso uno studio di fattibilità per i nevessari lavori da eseguirsi. Dopo la trasmissione del progetto il Consorzio avrebbe dovuto stipulare una convenzione con il Comune al fine di procedere ai successivi adempimenti tecnici da una parte ed economici per la realizzazione dell’opera. Speriamo di non ricominciare da capo con il nuovo commissario che sarà premura del Comune incontrare su questa questione ma anche su altro”.

Per riaprire la strada c’è infatti bisogno di uno stanziamento da parte del Libero Consorzio comunale di Trapani, la ex Provincia regionale per intendersi. Senza fondi messi a disposizione dall’amministrazione di Palazzo Riccio di Morana non potrà infatti partire alcun cantiere e la strada continuerà a restare chiusa.

Tra l’altro si tratta la sp 3 “Ericina” rappresenta una via di collegamento strategica per la montagna di Erice. Tutti i navigatori e gps la indicano infatti come il percorso più breve per raggiungere la città del Monte. Tant’è che spesso e volentieri i turisti, uscendo dall’autostrada A 29, vengono indirizzati proprio su questa strada per raggiungere Erice. Arteria viaria considerata una delle più funzionali per auto e moto (camper, camion e mezzi oltre una certa lunghezza invece non possono percorrerrla visto che è molto stretta), essendo la più breve e soprattutto quella preferibile da fare quando c’è nebbia, trovandosi nel lato meno esposto al mare. E considerato che è la terza strada che collega il centro storico ericino a Trapani, di fatto rappresenta una via di fuga in caso di necessità.

Una strada, la sp 3 “Ericina”, che può diventare strategica in diverse occasioni, come quando le altre due strade sono chiuse per la Monte Erice o per altri motivi. E trattandosi di montagna, c’è da fare i conti con una miriade di problemi, dal rischio incendi alla neve al ghiaccio sulla carreggiata. Ma la strada da anni chiusa è e chiusa resta. Per di più continuando a perdere pezzi, come il muretto caduto nel marzo del 2020 o la strada franata in queste ore nei pressi dell’antico abbeveratoio. Ed il resto della provinciale non è messo meglio. Servirebbero quei lavori di manutenzione chiesti ormai da anni. Riamasti però, ancora oggi, lettera morta visto che in sette anni non si è riusciti a fare partire i lavori.

E pensare che venne realizzata nel 1850, e quindi sotto il regno dei Borboni, nell’arco di 50 giorni. Quindi in poco meno di tre mesi. La strada dal versante meridionale della montagna di Erice, quello di San Giovannello e del Santuario di Sant’Anna, nel 1860 fu “elevata” da strada comunale a provinciale. E ancora oggi resta strada provinciale. Ma 173 anni dopo la sua costruzione, dopo la chiusura del 2016 da ormai sette anni resta in attesa dei lavori di riparazione. Il primo “settennato” si sta ormai per concludere…