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Marausa, il regalo di Brascia all’umanità

La sua passione lo ha portato a scoprire, nel luglio del 2020, il relitto noto come “Marausa 2” o “Relitto Brascia”. Il nome è quello proprio del sub che lo ha individuato e protetto per anni: cioè Francesco Brascia.
L’iter burocratico che ha portato al recupero e successiva esposizione della nave oneraria romana a Marsala (dove già si trova il primo relitto rinvenuto sempre a Marausa nel territorio di Misiliscemi) ha un po’ messo da parte e quasi oscurato l’impegno di Francesco Brascia ma lui, e giustamente, si sente ancora legato a quella sua scoperta.
In questi giorni ha voluto incontrare il Comandante della Capitaneria di Porto di Trapani, Guglielmo Cassone, per omaggiargli una foto-ricordo di quella nave che Brascia sente proprio come una figlia.

Ma non dimentica chi ha partecipato a “questa straordinaria impresa” e li menziona tutti a partire dalla Soprintendenza del mare nella persona di Roberto La Rocca e Salvo Emma, ma soprattutto i ragazzi della Dragonera srl nella persona di Leonardo Abelli, Maria Vittoria Agosto, e Diego Mileto con i quali ha potuto festeggiare la posa dell’ultimo legno sullo stampo…

Un’emozione grandissima vederla lì, così bella e nella sua forma originale…“. Francesco si emoziona ogni volta che si parla della “sua” nave.

Vorrei ringraziare di vero cuore anche la Capitaneria di Porto di Trapani nella persona del comandante Guglielmo Cassone per le operazioni di vigilanza e di supporto del sito e per la loro massima disponibilità data. Infine vorrei ringraziare anche me stesso, Francesco Brascia, “lo scopritore”, per aver contribuito nell’arricchire il nostro Paese di una grande bellezza della quale ne ha parlato, e sono sicuro che continuerà a parlarne, tutto il mondo (dall’Italia, all’Australia al Canada, alla Grecia passando alle grandi testate giornalistiche compreso il National Geographic)”.

Ma è soprattutto Lei, “la sua bambina così fragile ma maestosamente bella”, che ringrazia. “Sì, ringrazio la nave – afferma Francesco Brascia visibilmente emozionato – per avermi scelto dandomi l’onore di farsi scoprire da me…”

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