Futuro, tutt’altro che flop

Oltre settecento tessere in 24 ore. Il movimento Futuro presentato sabato scorso all’hotel baia dei mulini sul lungomare di Erice, riceve consensi e alimenta speranze.

Futuro, il giorno dopo.
Oltre settecento tessere sottoscritte nell’arco di 24 ore, molti hanno scelto di avvalersi della procedura digitale segno, questo, di un adeguamento dei tempi e del fatto che molti giovani stiano guardando a questo movimento politico come possibile ristoro per i torti subiti negli anni passati da una politica miope e autocelebrativa.
700 tessere che dimostrano la voglia di riscatto di un territorio, quello di Trapani ed Erice (un unico territorio come ben precisato nel corso della presentazione del movimento), che vuole certezze di sviluppo economico, morale e sociale e che vuole davvero che vengano attivate politiche che facciano della meritocrazia il punto cardine della nuova classe dirigente.
Sabato mattina e poi nel pomeriggio, oltre mille persone hanno messo la faccia e il sorriso (cosa da non sottovalutare) in quello che già viene visto, da quanti orbitano nella politica da sin troppo tempo, come un grimaldello che scardinerà le abitudinarie manovre che hanno fatto di questo territorio una terra senza ambizioni.
Prima Antonella Granello, segretaria del movimento Futuro, con alle spalle decine di anni di militanza sindacale e attiva nel campo sociale e solidale, poi il generale delal GDF Geremia Guercia, tesoriere del movimento, e infine il consigliere comunale Tore Fileccia, hanno spiegato i motivi della loro adesione a Futuro ed hanno quindi lasciato a Valerio Antonini il compito di spiegare le linee guida di quella che sarà l’attività di governo del movimento Futuro e delle forze politiche, sociali ed imprenditoriali che vorranno spendersi per dare vitalità al territorio.
Antonini lo ha detto chiaramente: “candideremo un sindaco a Trapani ed uno a Erice, in modo tale che si possa finalmente arrivare a quel percorso di unificazione delle due città senza infingimenti e perdite di tempo”.

Il patron della Sportinvest, Valerio Antonini, ha presentato una serie di proposte per il rilancio della città di Trapani. Al centro, la necessità di interventi immediati sulle infrastrutture, a partire dalla rete idrica, definita “un intervento non più rinviabile”. Antonini ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni del decoro urbano, che ha descritto come “oggi in stato pietoso”.
Un altro punto riguarda la gestione dei rifiuti, per la quale è stato proposto un maggiore coinvolgimento dei privati: “Dove non arriva l’amministratore per mancanza di risorse – ha spiegato – deve arrivare il privato”.
Il progetto prevede la creazione di un hub di 15 esperti, incaricati di intercettare fondi regionali, nazionali ed europei, con l’obiettivo di rilanciare la città anche sotto il profilo economico e sociale. Tra le priorità indicate, il rientro dei giovani che hanno lasciato il territorio e il rafforzamento del ruolo dell’università, con l’attivazione di corsi legati alle attività marine, capaci di attrarre studenti da tutta la Sicilia.
Antonini ha inoltre indicato turismo e sport come leve strategiche per lo sviluppo. “Lo sport può essere un traino decisivo – ha detto – ma servono strutture e una programmazione seria”. Il movimento avviato può già contare su una rappresentanza in consiglio comunale e guarda con interesse anche a rapporti internazionali, in particolare con partner statunitensi e grandi fondi di investimento.
Un movimento politico che consentirà ai propri iscritti di poter verificare, passo dopo passo, il timing per la realizzazione dei vari obiettivi che saranno messi in cantiere.
La parola d’ordine, una su tutte, è costruire il futuro. E a farlo dovranno essere soprattutto i tanti volenterosi trapanesi che vogliono vivere, investire e crescere i loro figli in questo territorio.

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