La seconda vita delle barche dei pescatori di Bonagia

Il recupero delle piccole imbarcazioni nel porticciolo della Tonnara su iniziativa di un privato che restituisce storia e tradizione all’arte marinaresca.

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di Mario Torrente

A Bonagia, su iniziativa di un privato della zona, Nino Mangiapane, sono state recuperate alcune piccole imbarcazioni che fanno parte della tradizione e della storia del borgo marinaro. E adesso, dopo avere portato per decenni pesce in banchina, abbeliscono la banchina ed il piazzale antistante il porto della Tonnara.

Queste piccole barche, appartenute ai pescatori di Bonagia, hanno portato per decenni tanto pesce nel porto della Tonnara, nutrendo diverse generazioni con i sapori del mare. In questi legni tanti giovani sono cresciuti letteralmente a “pane e remi”. Un pezzo di storia marinara di Bonagia che Nino Mangiapane, operatore economico che gestisce una attività nella zona, dopo avere chiesto il permesso ai proprietari, ha deciso di valorizzare, recuperando le barche per poi sistemarle nel piazzale antistante il porto della Tonnara, abbellendo tutta l’area anche con delle panchine, alcune botti ed un totem targato Bonagia che indica la direzione dei venti.

In ogni barca è ricordato il pescatore di riferimento. Ed è anche indicato il suo soprannome. Si tratta di imbarcazioni in legno costruite con la antiche tecniche dei mastri d’ascia, realizzate seguendo i saperi che venivano rigorosamente trasmesse da padre in figlio. E nel ventre delle barche bonagiote si possono ancora vedere tutte le parti che andavano a comporre questi piccoli capolavori di arte navale, come le ordinate, il fasciame, il paramezzale. Ed ancora la chiglia, il madiere ed il pagliolo. Tutte parti messe assieme dai mastri d’ascia di un tempo e che oggi rappresentano quasi le pagine di un libro che narra una storia fatta di uomini di mare e pesci. Di tradizioni marinare e di tante famiglie che hanno trovato sostentamento di questi piccoli legni capaci di affrontare onde e le tante insidie di un mestiere che qui ha preso tante sfumature, dal lavoro in Tonnara alle reti o le lenze calate per portare pesce da vendere in banchina.

Insomma, grazie all’iniziativa di Nino Mangiapane nella banchina del porto di Bonagia ha preso forma una sorta di museo a cielo aperto delle tradizioni del mare, che oltre ad abbellire e colorare il piazzale, racconta un po’ della storia del borgo marinaro. Al centro di questo percorso, tra gozzi, prue e poppe, remi, cime e reti, Mangiapane ha anche realizzato un totem dei venti, che olre ad indicare la direzione dello Scirocco del Libeccio e dell’Ostro, così come quella del Maestrale, della Tramontana e del Grecale, lancia anche un messaggio di pace nel mondo che parte dal porto della Tonnara di Bonagia.

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