Processo Angioni, tensioni in aula

Durante l’udienza di ieri, il Maresciallo Lombardo è stato messo sotto pressione dalla Procura. A dicembre la sentenza.

Ieri, si è tenuta l’ennesima udienza del processo all’ex sostituto procuratore Maria Angioni, imputata davanti al giudice monocratico Giuseppina Montericcio di false informazioni rese ai PM marsalesi. Ancora una volta si è registrata alta tensione fra difesa e accusa. L’ex magistrato, che indagò sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone sparita da Mazara del Vallo l’uno settembre del 2004, a distanza di anni aveva denunciato presunti depistaggi nell’inchiesta finendo il caso alla ribalta nazionale, per l’intervento alla trasmissione di RAI 3 “Chi l’ha Visto?”. Per questo si trova oggi a processo. Tra le contestazioni, quella di aver detto il falso a proposito dell’esistenza di una seconda telecamera di sorveglianza che avrebbe potuto intercettare Jessica Pulizzi, sorellastra della bambina all’epoca indagata, e che sarebbe stata disattivata dalla polizia dolosamente. Al processo, come teste della difesa, sostenuta dall’avvocato Stefano Pellegrino, ha deposto sul punto l’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Lombardo, a capo della Polizia Giudiziaria ai tempi della scomparsa della piccola mazarese.

Lombardo è stato messo “sotto torchio” dalla Procura, in aula rappresentata da Roberto Piscitello, che gli chiese se l’anno scorso lavorava come consulente allo studio dell’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, madre della bambina. Inoltre, l’ex maresciallo ad aprile del 2021 mandò un messaggio alla Angioni rivelandole l’esistenza di questa presunta seconda telecamera posizionata in via Pirandello il cui funzionamento non sarebbe stato prorogato. Una mancanza che avrebbe pregiudicato le indagini. Il messaggio è stato prodotto agli atti del processo. Ma il Maresciallo dell’Arma, nell’udienza di ieri, ha smentito la circostanza, sostanzialmente ammettendo di aver detto una menzogna all’ex PM che ieri, fra l’altro, non è stata presente in aula – così ha riferito il suo legale…- perché gli sarebbe stato bloccato il passaporto. La Angioni, infatti, ormai in pensione, vive stabilmente in Tunisia.

Fra i teste della difesa, è stato ascoltato Antonino Sciuto. Anche lui citato dall’avvocato Pellegrino; ma l’ex Procuratore avrebbe risposto in maniera abbastanza confusionaria non fornendo sostanzialmente elementi particolarmente utili all’imputata. La giudice Montericcio, infine, ha rinviato al 5 dicembre per una nuova udienza che approderà alla discussione finale con relativa sentenza che potrebbe arrivare in serata stesso.