ARS, depositata la mozione di sfiducia a Schifani

Le opposizioni all’Assemblea regionale siciliana hanno depositato la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione, Renato Schifani, chiedendo che il testo venga portato in Aula il prima possibile.

Il documento ripercorre un quadro politico che i firmatari definiscono ormai compromesso, segnato da una lunga serie di inchieste dell’autorità giudiziaria che negli ultimi mesi hanno coinvolto esponenti della maggioranza, membri del governo regionale e figure ai vertici della sanità e degli enti collegati. Un susseguirsi di vicende che, secondo l’opposizione, avrebbe generato sconcerto e indignazione nell’opinione pubblica.

Nel testo si contesta anche la gestione dei rapporti all’interno della maggioranza, giudicata frammentata e attraversata da fratture evidenziate dalle ripetute bocciature di iniziative legislative del governo. Schifani, secondo le opposizioni, avrebbe attribuito tali difficoltà ai deputati dell’Assemblea, senza esercitare una reale funzione di coordinamento politico della coalizione, e avrebbe privilegiato rapporti interni con alcune componenti, in particolare Democrazia Cristiana e Lega.

A questo si aggiunge il reintegro dell’assessore Luca Sammartino dopo la sospensione cautelare, episodio citato come simbolo di una gestione ritenuta poco coerente. La parte più corposa della mozione riguarda la sanità regionale, descritta come un settore attraversato da episodi corruttivi, anomalie negli appalti, carenze nei sistemi di controllo e una diffusa opacità amministrativa.

Le opposizioni richiamano i pronto soccorso in perenne emergenza, le liste d’attesa fuori controllo, la scarsa vigilanza sui direttori generali nominati dal presidente, i ritardi nell’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e i gravi disservizi, come quelli emersi nel caso dei referti istologici dell’Asp di Trapani. Secondo il documento, l’azione del governo sarebbe stata spesso tardiva, dettata dagli scandali più che dalla programmazione, e caratterizzata da una generale mancanza di conoscenza delle reali condizioni del sistema.

Nel quadro politico più ampio, la recente indagine che coinvolge l’ex presidente Totò Cuffaro è indicata come un ulteriore elemento di tensione, aggravato dalla decisione di revocare gli assessori espressi dalla Dc senza avviare verifiche sui dirigenti nominati dallo stesso partito nelle strutture sanitarie e negli enti regionali. Una scelta che, secondo i firmatari, avrebbe prodotto una disparità di trattamento e ampliato la percezione di incoerenza nell’azione del governo.

Secondo la mozione, l’insieme di questi fatti avrebbe compromesso in modo irreversibile il rapporto fiduciario tra il presidente della Regione e l’Assemblea, generando un danno politico e istituzionale ritenuto ormai non più recuperabile. Per questo l’opposizione chiama l’Ars a esprimersi formalmente sulla sfiducia a Renato Schifani, aprendo la strada a una fase politica che potrebbe cambiare gli equilibri di Palazzo d’Orléans. Adesso la discussione passa al calendario d’Aula: le opposizioni vogliono accelerare, convinte che il confronto non possa più essere rinviato.