Cinque degli indagati nell’inchiesta sulla Liberty Lines — maxi procedimento della Procura di Trapani affidato alle Fiamme gialle — si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ieri davanti al gip Massimo Corleo sono sfilati il presidente del Cda Alessandro Forino, Anna Alba, figura ritenuta cruciale nel presunto patto illecito con la Capitaneria, il direttore tecnico Ferdinando Morace, il comandante d’armamento Giancarlo Licari e il luogotenente della Capitaneria Elio Maniglia.
I loro legali hanno depositato memorie fitte e documentazione ampia, rinviando eventuali chiarimenti ulteriori ai provvedimenti che verranno.
Oggi, toccherà invece ai dirigenti operativi Marco Dalla Vecchia, Gennaro Cotella, Gianluca Morace e Nunzio Formica, chiamati a rispondere di un ventaglio di accuse che va dalla corruzione al falso, dalla frode nelle pubbliche forniture alla rivelazione di segreti d’ufficio, fino all’attentato alla sicurezza della navigazione.
L’indagine, avviata nel 2019, ricostruisce un quadro di anomalie tecniche e amministrative all’interno della compagnia che gestisce i collegamenti con le isole minori. Secondo gli inquirenti, avarie anche gravi non venivano annotate nei libri di bordo. A parlare — e a pesare — sono soprattutto le intercettazioni.


















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