Trapani, l’Arma in prima linea: numeri e volti della lotta alla violenza di genere

di Luigi Todaro

Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Comando provinciale dei carabinieri di Trapani mette sul tavolo i numeri di un fenomeno che continua a mordere il tessuto sociale. Un quadro lucido, spesso duro, ma necessario per capire quanto ancora resta da fare.

Nei primi undici mesi del 2025 i militari del Trapanese hanno eseguito 34 arresti per reati legati alla violenza di genere: un femminicidio, tredici casi di stalking, undici episodi di maltrattamenti in famiglia, sei violenze sessuali e tre violazioni degli obblighi familiari. A questi si aggiungono 106 persone denunciate: molestie, minacce, percosse, abusi, un catalogo che restituisce la vastità dell’emergenza.

Particolarmente rilevante il fronte delle misure cautelari: 25 allontanamenti dalla casa familiare disposti dall’autorità giudiziaria ed eseguiti dai Carabinieri, spesso in contesti dove la scintilla poteva trasformarsi in tragedia. Lo stalking, poi, resta una ferita aperta: 40 denunciati e 13 arrestati, numeri che confermano la pericolosa quotidianità di un reato troppo spesso sottovalutato.

Ma l’Arma non si muove solo tra denunce e interventi d’urgenza. Accanto alla repressione c’è la prevenzione, il dialogo, la presenza sul territorio. E stamattina, in piazza Vittorio Emanuele, quel presidio si è fatto concreto: una Stazione mobile trasformata in punto di incontro, ascolto e informazione. Militari e personale specializzato hanno spiegato ai cittadini strumenti, tutele, percorsi pensati per proteggere le vittime e spezzare la spirale della violenza.

Un’iniziativa semplice, ma dal forte valore simbolico, che si inserisce nel mosaico della campagna nazionale. E la risposta dei trapanesi – numerosa, attenta – dice forse la cosa più importante: che la battaglia contro la violenza di genere non è solo un impegno delle istituzioni, ma un compito collettivo, un dovere di comunità.