Manca l’acqua a Marsala: scrive una cittadina lamentando il disservizio

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“Sono una cittadina rispettosa delle leggi dello Stato e, come tale, mi attengo scrupolosamente a ciò che mi viene detto e impartito anche dal ns. Comune.

Pago, senza ritardo alcuno, tutte le imposte e tasse dovute, anche quelle comunali, come il canone idrico.

Abito in centro storico, precisamente, in Via XIX luglio e come molti cittadini della zona, subisco un grave disservizio dovuto alla mancata erogazione regolare dell’acqua corrente da circa 3 anni.

Preciso che questo disservizio riguarda le due ultime amministrazioni comunali che si sono succedute e di conseguenza non c’è nessun attacco politico o personale nei confronti di chi si occupa della Res Pubblica.

Dopo, molteplici promesse vane, dopo innumerevoli scaricabarili da parte degli Assessori al ramo, dei dirigenti preposti e di tutti coloro che hanno responsabilità amministrative ci troviamo più volte per interi giorni senza l’acqua corrente (indipendentemente dalle varie rotture alle condutture che si sono verificati nel tempo), e questa è la sesta interruzione dell’anno in corso, anche se “nella normalità” viene erogata al massimo un’oretta di acqua al giorno con un flusso talmente basso da non poter nemmeno riempire una cisterna da 1000 lt e quindi già insufficiente . Potete solo immaginare lo scenario di degrado, soprattutto ora che è subentrata la calura estiva. Credo di poter parlare a nome di famiglie che vivono la mia stessa situazione e a nome di parecchie persone anziane sole e indifese, che vivono nella stessa area, nel pretendere un bene primario di cui nessuno dovrebbe essere privato.

Oggi mi rivolgo a lei, dunque, per dar voce a quell’esasperazione in cui vessa buona parte del centro storico marsalese, me compresa, e affinché chi ha le colpe di tale degrado, ne faccia subito ammenda e intervenga nel più breve tempo possibile per sistemare definitivamente ( e non provvisoriamente come in passato) questo grave problema che non può e non deve essere più né sottovalutato né ignorato”.

Giusy Trapani