A giudizio l’unabomber trapanese. La difesa chiede una perizia neuropsichiatrica.

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Il laboratorio dell'indagato Roberto Sparacio (Ph: estratto da filmato Polizia di Stato - Archivio Telesud)

Si avvia verso il giudizio immediato condizionato, con richiesta di ulteriori elementi probatori la vicenda di Roberto Sparacio.

di Fabio Pace

Approda a giudizio, con ampio anticipo, la vicenda di Roberto Sparacio, l’ingegnere informatico accusato di avere realizzato le chiavette Usb esplosive che ferirono a Trapani un ispettore di polizia della squadra di PG della Procura, e qualche anno prima a Palermo un’altra persona. L’udienza di giudizio abbreviato è stata fissata il prossimo 30 settembre, innanzi il giudice Emanuele Cersosimo, dal Gip Piero Grillo che ha accolto l’istanza del difensore di Sparacio, l’avvocato Carlo Emma. Il giudizio abbreviato è stato chiesto dal legale a condizione che sia accertata la capacità di intendere e di volere del suo assistito, con perizia psichiatrica, e che sia acquisita la causa civile e gli atti relativi in cui Sparacio era convenuto, e che potrebbe rivelare circostanze che potrebbero aver fatto maturare condizioni di instabilità emotiva nell’imputato. La perizia deve accertare l’eventuale vizio di mente attuale, in primo luogo; in secondo luogo se il vizio fosse tale al momento delle diverse condotte criminali contestate. In ultima analisi la perizia è volta ad accertare la condizione di imputabilità di Roberto Sparacio. Nell’udienza del 30 settembre potranno già costituirsi le parti civili. Ha già annunciato la costituzione l’avvocato Nino Sugamele, che patrocina l’ispettore di polizia Gianni Aceto, rimasto ferito alla mano l’8 ottobre dello scorso anno quando inserì nel computer la chiavetta USB esplodente confezionata da Sparacio.