Cambiamenti climatici e infrastrutture

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di Mario Torrente

Ogni volta che piove è sempre peggio. Con il cambiamento climatico che sembra proprio che stia iniziando a presentare il conto, con eventi meteo sempre più estremi e le città, i paesi, strutture, strade, condotte per lo smaltimento delle acque ed interi territori che non sono preparati a tutta la pioggia che potrebbe arrivare in pochi minuti. Mandando tutto in tilt e mettendo a rischio la stessa sicurezza delle persone.

Stamattina alle 6,30 il Servizio informativo agrometereologico della Regione Siciliana dava 76,8 millimetri di acqua, di cui 56,4 millimetri nell’arco di un’ora. Un quantitativo record che ha superato la pioggia del 16 settembre del 2009. E appena pochi giorni addietro sono stati registrati 14.4 millimetri di pioggia, anche in questo caso concentrati in poco tempo. Ed è così che una città, a suo tempo progettata per smaltire un certo quantitativo d’acqua, si ritrova allagata. È come se si svuotasse un intero bidone in un imbuto di piccolo diametro, in grado di ricevere un certo quantitativo d’acqua e poco alla volta.

Come ovvio c’è da tenere presente in che condizioni si trovano condotte e tubature, che andrebbero comunque rimesse a nuovo. Sarebbe insomma il caso di iniziare a parlare “concretamente” di una vera e propria rivisitazione degli impianti per lo smaltimento delle acque bianche e fognarie, che hanno già i loro anni e che alla luce di un quadro climatico del tutto cambiato rispetto agli anni 50 e 60 forse sarebbe il caso di adeguare alle nuove esigenze del momento.

C’è poi da dire che il centro urbano di Trapani in molte parti è stato costruito dove prima c’erano laghi, paludi e saline, negli anni interrate e cementificate. Proprio dove adesso le strade si allagano. Perché l’acqua torna sempre dove prima c’era acqua, come nella zona del lago Cepeo, che coincide con l’area della città che si allaga sempre e che stamattina è andata letteralmente sott’acqua, come a piazza Martiri d’Ungheria e strade limitrofe fino ad arrivare al campo Coni. Fortunatamente, nonostante le allerte meteo della Protezione Civile, le perturbazioni spesso sfiorano Trapani e dintorni scaricando in mare o altrove. Anche grazie a particolare condizioni che permettono a Trapani di essere graziata dal clou del maltempo.

Stamattina, invece, sulla città è arrivata davvero molta acqua, mandando tutto in tilt e facendo danni. E forse sarebbe il caso di iniziare a prendere la piena consapevolezza del problema, piuttosto serio, piuttosto che focalizzare la questione su altro, come la pulizia delle caditoie o dei canali. Che come ovvio, devono essere pulite con interventi di manutenzione. Ma da sole, non possono smaltire un tale quantitativo di pioggia. Il fatto è che il clima è cambiato. E la cosa è sotto gli occhi di tutti. E forse sarebbe il caso di iniziare a ragionare, concretamente, su come affrontare i nuovi problemi che scaturiscono dai climatici anche a livello locale piuttosto di parlare sempre per massimi sistemi. Per poi ritrovarsi puntualmente con le strade allagate o piene di fango.