Maltempo a Trapani, il sindaco Tranchida chiede alla Regione lo stato di calamità

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L’amministrazione comunale di Trapani guidata dal sindaco Giacomo Tranchida ha chiesto alla Regione la dichiarazione dello stato di calamità naturale per i danni provocati dalle piogge di questa mattina.

Già oggi dagli uffici di Palazzo D’Alì è partita una nota indirizzata alla presidenza della Regione Siciliana ed al dirigente generale della Protezione Civile, rimandando ad una successiva relazione sugli accertamenti dei danni. “Le copiose piogge che hanno superato i 52 millimetri in un’ora – si legge nel documento – raggiungendo quantità considerevolissime (circa 80 millimetri) che ha messo in crisi il sistema di smaltimento cittadino. Immediatamente è stato verificato il corretto funzionamento della stazione di pompaggio ma, ciononostante, il livello delle acque ha raggiunto quote alte superando in alcuni punti anche il metro di altezza”.

Il sindaco Tranchida ha quindi immediatamente disposto l’apertura del Coc per fronteggiare l’emergenza anche con l’ausilio del volontariato. E quindi scattata anche la chiusura degli uffici e delle scuole di ogni ordine e grado, che potrebbe essere confermata anche per la giornata di domani. A riguardo si resta in attesa di comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale.

Nella relazione sono anche elencate alcune strade, quelle che si sono allagate maggiormente, tra cui le vie Orti, Archi, Conte Agostino Pepoli, Pantelleria, Dell’Olmo, Virgilio, Ammiraglio Staiti, Marsala, Castellammare, Valderice, Fardella, Livio Bassi, Passo Enea, Nicolò Riccio, Dei Mille, Vespri, Marino Torre, oltre che piazza Cimitero, corso Piersanti Mattarella, Viale Regina Elena e piazza Petrosino. “In queste vie – si legge nel documento – i fabbricati di piano terra, siano esse abitazioni che attività in genere, hanno subito ingenti danni alle attrezzature, arredi etc etc”.

Sott’acqua anche nodi viari centrali come piazza Martiri d’Ungheria e la via Libica. “Gli accertamenti dei danni sono già in corso – conclude la nota a firma del sindaco Giacomo Tranchida – e ci riserviamo quanto prima di trasmettere una relazione più esaustiva”. Da qui la richiesta di “dichiarazione di stato di emergenza per calamità naturale”.

Ma.To.