Trapani Calcio, respinto il ricorso

Di Pamela Giacomarro

La Prima Sezione del Collegio di Garanzia del Coni ha rigettato il ricorso presentato dal Trapani Calcio, confermando gli otto punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2025/2026 e sei mesi di inibizione per il presidente Valerio Antonini e il dirigente Vito Giacalone.  La decisione non sorprende ma indigna.

A giudicare il ricorso sono stati infatti il presidente Vito Branca e il relatore Angelo Maietta, gli stessi che appena due mesi fa, il 15 luglio, avevano rigettato l’appello della Trapani Shark. Stessi nomi, stesso copione, stesso finale. Un dettaglio che pesa come un macigno e che solleva più di un interrogativo sulla serenità di giudizio di un procedimento che, a questo punto, rischia di sembrare scritto in anticipo.

Il Collegio, oltre a respingere il ricorso, ha condannato i ricorrenti al pagamento di 5.000 euro di spese processuali, da versare alla FIGC. Una beffa nella beffa per la società granata. Il clima è surreale. «Era già tutto previsto», ha commentato laconico il presidente Antonini, lasciando intendere come l’esito fosse atteso e temuto sin dall’inizio.

La parola fine, almeno in sede sportiva, sembra scritta. Ma lo scenario resta aperto: la società non esclude infatti un ricorso al TAR che potrebbe ribaltare ancora una volta le carte in tavola. Intanto resta l’amarezza per una stagione iniziata sotto il segno della penalizzazione e di un verdetto che, più che giustizia, trasmette il sapore amaro di un destino già segnato.