Oggi si torna in aula al Tribunale di Trapani per l’udienza dell’incidente probatorio sull’inchiesta che ha coinvolto gravemente l’Asp trapanese: oltre 3.300 istologie refertate con ritardi fino a otto mesi, 352 diagnosi tumorali tardive, 19 indagati.
Il giudice Massimo Corleo dovrà nominare il perito medico-legale incaricato di stabilire se quei ritardi abbiano danneggiato i pazienti o contribuito a decessi. Saranno definiti i quesiti tecnici su cui i consulenti si pronunceranno nei prossimi mesi.
Alla prima udienza, lo scorso 8 settembre, le testimonianze previste non sono state raccolte — tra queste quella di Maria Cristina Gallo, definita “paziente zero” — a causa delle sue condizioni. Sono state acquisite in compenso le informazioni raccolte dai NAS, evitando ulteriori audizioni.
Il quadro accusatorio è pesante: omicidio colposo aggravato, omissioni, falso ideologico, interruzione di pubblico servizio. Le parti lese ufficiali includono pazienti, l’Asp locale e l’Assessorato regionale.
Il caso saltò agli onori delle cronache dopo che Gallo denunciò il ritardo del suo referto: otto mesi, metastasi già diffuse. Da quel momento è partita l’inchiesta che ha svelato un sistema sanitario in affanno.
Le ispezioni ministeriali e regionali hanno confermato una gestione fallita: carenza di personale, caos organizzativo, controllo assente. Di contro, le famiglie aspettano risposte. Oggi, con la nomina dei periti, comincia la fase cruciale: non più promesse, ma fatti giudiziari.


















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