Strage di Ustica: 40 anni di bugie e depistaggi

Oggi ricorre il 41° anniversario della Strage di Ustica. Una vicenda nella quale la verità e la memoria sono state mortificate da indicibili segreti di Stato

L’abbattimento del DC9 Itavia sopra il braccio di mare compreso tra le isole di Ponza e Ustica è tra gli episodi più oscuri e inquietanti della storia italiana. Morirono 81 persone, passeggeri e membri dell’equipaggio. A bordo vi erano 13 bambini.

Ancora oggi l’Associazione dei parenti delle vittime della Strage di Ustica reclama chiarezza e una ricostruzione credibile dei fatti accaduti; invece, tante difficoltà, nonostante il trascorrere del tempo, si interpongono tra la luce della verità e il buio della menzogna e dei depistaggi.

Varie ipotesi sono state formulate nel corso degli anni. La più accreditata come possibile verità storica riguarda un coinvolgimento internazionale, in particolare francese, libico e statunitense, con il DC-9 che si sarebbe trovato sulla linea di fuoco di un combattimento aereo, venendo infine bersagliato per errore da un missile (sparato nello specifico da un caccia NATO, forse francese, contro un MiG libico).

Le altre ipotesi, rivelatesi inconsistenti e frutto di menzogne e depistaggi avvalorarono il cedimento strutturale o l’attentato terroristico (un ordigno esplosivo nella toilette del velivolo), ipotesi tuttavia smentita dalla scoperta di varie parti integre della fusoliera, quali vani carrelli e bagagliaio, che suggerivano che non vi fosse stata alcuna esplosione interna.

La verità giudiziaria, al contrario della verità storica (ricostruita con pervicacia da giornalisti e parenti delle vittime), non ha mai individuato un diretto colpevole ma ha però definito anche con ordinanze e sentenze che attorno all’abbattimento del DC9 «s’è compiuta una sistematica distruzione di prove, in esecuzione di un preciso progetto che doveva impedire ogni ricostruzione dei fatti. […] Progetto concepito per non rivelare fatti ed eventi che non potevano esser palesati e che ha trovato realizzazione nella erezione di quel muro, di silenzio o insostenibili menzogne, lungo tante, troppe istituzioni, nazionali e di altri Paesi».