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Archeologia sperimentale a Pantelleria

Dimostrazioni di archeologia sperimentale hanno riportato l'isola all’età del Bronzo.

Pantelleria ha fatto un tuffo indietro nel tempo a 3500 anni fa. A quando i suoi primi abitanti dell’età del Bronzo avevano scelto come loro dimora un piccolo promontorio nella zona nord-ovest dell’isola: Mursia. Lì avevano costruito le loro capanne a formare un villaggio dove svolgevano tutte le quotidiane attività, come attestato dai ricchi ritrovamenti portati alla luce dalle varie missioni archeologiche che dell’Ateneo di Bologna svolge regolarmente da circa vent’anni.
L’Università emiliana, rappresentato da Maurizio Cattani e Florencia Debandi, insieme ai Tre di Spade, Luca Pellegrini e Andrea La Torre, ha dimostrato come gli antichi abitanti fondevano il bronzo ricostruendo, per la prima volta a Pantelleria, antichi utensili.
Ed è così che muniti ti mantici, legna, lingottini di bronzo e una matrice in pietra locale realizzata qualche giorno prima a riprodurre esattamente quella originale, i tantissimi spettatori hanno visto prendere forma davanti ai loro occhi una prima punta di ascia. Così come facevano gli antichi abitanti dell’età del Bronzo. Si è poi assistito alla cottura delle lenticchie, di cui un tempo l’isola era ricca. E alla tostatura del Crusco, una varietà di grano che da qualche anno è stata ricoltivata sull’isola. E questo è avvenuto sempre grazie all’impiego di pentole e alari magistralmente ricostruiti dal team dell’ateneo emiliano, che da anni conduce anche questa attività parallela alla ricerca facendo dimostrazioni in vari siti protostorici della Penisola.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURIZIO CATTANI, Professore di Preistoria e Protostoria, Università di Bologna

Giuliana Raffaelli


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