Trapani, resa dei conti sull’acqua: domani Consiglio comunale sull’emergenza idrica

Sarà un Consiglio Comunale infuocato, e non solo per le temperature di fine agosto. Domani alle 11, a Trapani, a Palazzo Cavarretta, non andrà in scena una semplice seduta istituzionale, ma una resa dei conti. Dentro e fuori l’aula, si preannuncia battaglia. Una città intera – stanca, arrabbiata, assetata – alzerà la voce. E stavolta non ci saranno sconti per nessuno.

Ci saranno gli “assessati”, come li chiamano in gergo: commercianti, famiglie, operatori economici che da mesi fanno i conti con una crisi idrica da terzo mondo. Acqua a singhiozzo, quando va bene. Cisterne, autobotti, e conti che lievitano ogni giorno. Pagare per sopravvivere, questa è la nuova tassa sull’acqua. Una tassa che passa da un disastro chiamato Bresciana.

E se finora la città ha ingoiato silenzi, proclami e promesse, adesso la pazienza è finita.
“Sosterremo la proposta di Fratelli d’Italia per una commissione d’indagine sul caso Bresciana” – tuona il Comitato cittadino “L’acqua è un diritto di tutti”. E aggiungono: “Basta con i rinvii e i giochi di potere. Chi ha sbagliato, paghi. Chi ha taciuto, parli. Chi ha votato contro la trasparenza, si metta davanti ai cittadini e ci metta la faccia.”

Nessuna bandiera politica, nessun colore: è il grido di una città che rivendica un diritto essenziale.
Un diritto negato per troppo tempo, tra responsabilità rimpallate, retorica e ipocrisia.

“Non è una battaglia di partito – dicono dal Comitato – è una battaglia di tutti. Invitiamo la cittadinanza a riempire l’aula consiliare: la nostra presenza può fare la differenza. Uniti si cambia. Uniti pretendiamo risposte”.

Domani, dunque, la parola passa al Consiglio. Ma sarà la città a dettare il ritmo. E chi pensava che Trapani restasse in silenzio, domani dovrà fare i conti con una voce collettiva che non accetta più giustificazioni.

Domani si deciderà chi sta con i cittadini e chi no. E le maschere, una volta per tutte, cadranno.