Gli eletti; chi ha vinto per l’ARS

Ecco chi siederà nel prossimo Parlamento Regionale per la Provincia di Trapani.

2029

Tre nuovi deputati regionali e due conferme, Mimmo Turano e Stefano Pellegrino. Il politico alcamese è stato il recordman delle preferenze in provincia. Oltre 7100 voti nella lista “Prima l’Italia – Salvini Premier”. Un risultato parzialmente inaspettato visto che in tanti davano per “difficile” la sua corsa in un partito assai distante dal proprio elettorale naturale, storicamente moderato se non prettamente democristiano. Ed, invece, l’Assessore alle Attività Produttive della giunta Musumeci ha avuto ancora una volta ragione, sbancando nella città natale con 2850 preferenze. Con un risultato del genere è naturalmente candidato a rappresentare la Lega nel prossimo Governo Regionale. L’avvocato marsalese, invece, nonostante un crollo di oltre 2 mila preferenze dalla scorsa tornata elettorale è riuscito a superare Toni Scilla. L’Assessore regionale all’Agricoltura avrebbe perso la partita nella sua città, probabilmente per uno scontro politico col primo cittadino Salvatore Quinci che avrebbe dirottato le proprie preferenze sul Presidente del Consiglio Comunale di Mazara del Vallo, Vito Gancitano, primo egli eletti in città con oltre 2600 preferenze. Vicenda che ha portato “ad uscire dalla maggioranza di Governo” ad appena 10 giorni dal voto, con tanto di comunicato ufficiale di Forza Italia. Scilla si è fermato a poco più 1600 voti. Decisamente sotto le attese e che gli hanno fatto perdere il confronto tutto interno fra i berlusconiani. Fra i nuovi eletti il più votato è stato il sindaco di Partanna Nicola Catania con quasi 6300 preferenze; il neo deputato di Fratelli d’Italia ha agevolmente superato l’ex primo cittadino di Custonaci, Peppe Bica, fermatosi a 3224. Infine, due nuovi parlamentari trapanesi: Dario Safina e Cristina Ciminnisi. Il PD ha dovuto aspettare il conteggio dell’ultima sezione per sapere che fosse il suo nuovo rappresentante all’ARS; l’ex assessore della giunta Tranchida ha superato il sindaco di Salemi Domenico Venuti di appena 70 voti; poco più di 5300 contro 5240. Una affermazione, piaccia o non piaccia ai suoi detrattori, che è una vittoria anche del sindaco del capoluogo che “ci ha messo la faccia” in questa campagna elettorale, ottenendo, ancora una volta, un risultato nient’affatto scontato. La portavoce grillina, invece, ha battuto il mazarese Nicola La Grutta di quasi 200 preferenze fermandosi a poco più di due mila. Pochini, ma con un mare di voti di lista, trainati dal risultato nazionale dell’ex Premier Conte che ha consentito agevolmente ai 5 Stelle di ottenere almeno un parlamentare rispetto ai due del 2017, Valentina Palmeri e Sergio Tancredi, quest’ultimo franato a irrisori 600 voti con Giorgia Meloni rispetto agli oltre 8 mila “targati” MoVimento. Per lui, superfluo ogni commento. Resterà fuori da Palazzo dei Normanni anche la marsalese Eleonora Lo Curto. La Dea bendata, questa volta, non l’ha aiutata. Ma di lei, così come dei Presidenti comunali di Trapani e Marsala Guaiana e Sturiano – che non ce l’hanno fatta – ne parleremo domani.