di Fabio Pace

L’urgenza di cure ospedaliere per i pazienti affetti da covid19 rischia di mettere in ombra la necessaria assistenza per le altre patologie. L’ASP di Trapani starebbe avviando il trasferimento dei medici pneumatologi dell’Ospedale Sant’Antonio Abate presso i reparti covid di Marsala e Mazara del Vallo. L’emergenza epidemiologica causata da virus SARS-CoV2, con l’incremento di pazienti che hanno bisogno di assistenza e cure mediche sta mettendo sotto pressione tutti i presidi ospedalieri. Il Borsellino di Marsala e l’Ajello di Mazara del Vallo ospitano nei loro reparti covid 37 pazienti della provincia di Trapani e quasi altrettanti che, dall’area metropolitana di Palermo, sono stati trasferiti per mancanza di posti letto negli ospedali del capoluogo.

Pur comprendendo l’urgenza di assicurare le cure di medici specialisti ai pazienti covid, non si può fare a meno di osservare che i pazienti non covid del bacino trapanese, che nella fattispecie ricomprende l’intera provincia, ma affetti da patologie polmonari rischierebbero di rimanere senza una assistenza specialistica di fronte ad un reparto, ufficialmente non chiuso, ma svuotato delle professionalità mediche specifiche e con la residuale possibilità di essere assistiti da medici internisti o di altre branche specialistiche. La questione è stata oggetto di una nota della consigliera comunale di Trapani, Anna Garuccio, che ha annunciato l’invio di una nota al sindaco Tranchida, nella sua qualità di presidente della conferenza dei sindaci del distretto sanitario, al prefetto, Tommaso Ricciardi, al commissario straordinario dell’ASP di Trapani, Paolo Zappalà e all’assessore alla salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza.

La consigliera si chiede e chiede ai suoi interlocutori: “Dove e da chi verranno curati i malati polmonari, soprattutto in prossimità dell’avvicendarsi della stagione invernale? Scelte similari vengono adottate da tutte le aziende ospedaliere, ma non risulta che altre non abbiamo tenuto conto dei bisogni del territorio. Nella città di Palermo – afferma garuccio -, la trasformazione dell’Ospedale Cervello in centro covid, ha consentito il mantenimento della cura di altre patologie, come quelle pneumatologiche, presso il centro di Villa Sofia». Una situazione analoga si verificò nell’aprile e nel maggio scorso. Il trasferimento dei medici pneumologi e la chiusura di fatto del relativo reparto al Sant’Antonio furono scongiurati dalla evoluzione positiva della pandemia e la progressiva riduzione dei ricoverati al covid hospital di Marsala. Ma oggi, con l’emergenza covid ancora in corso e i contagi in aumento cosa accadrà?