Chiuse le indagini nei confronti di tre presunti fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro. A ricevere la notifica Leonardo Gulotta, l’architetto Massimo Gentile e il tecnico-radiologo Cosimo Leone. Gulotta, che era detenuto da due mesi, è stato rimesso in libertà dal giudice per le indagini preliminari di Palermo, Alfredo Montalto. Non sussiste, infatti, il pericolo di inquinamento delle prove. Secondo la tesi accusatoria, Gentile è accusato di aver prestato la propria identità a Messina Denaro durante la latitanza. Su Leone, invece. che ha ottenuto gli arresti domiciliari dal tribunale del Riesame, gravano i sospetti di aver assistito il capomafia castelvetranese durante un ricovero ospedaliero a Mazara del Vallo e di avergli fornito una scheda telefonica tramite un altro favoreggiatore, Andrea Bonafede. Gulotta è accusato di aver intestato una utenza telefonica a Messina Denaro


















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