Attività sospese al Centro Europeo di Formazione Professionale di Palermo, specializzato nella formazione di sommozzatori. Colpa della burocrazia regionale che non ha ancora individuato il presidente della commissione per lo svolgimento degli esami finali del corso di “Operatore tecnico subacqueo” (OTS).

Dipendenti fermi senza stipendio e allievi, molti dei quali vengono ad altre regioni, senza la possibilità di cogliere opportunità di lavoro che in questo settore non mancano. Il paradosso è che un altro ufficio della Regione (il Centro per l’Impiego) ha già inviato il suo nulla osta, mentre il Dipartimento
regionale della formazione non ha ancora proceduto alla nomina del presidente della commissione. Un adempimento dovuto ed un procedimento di routine che
richiederebbe pochi minuti e nessuna spesa per la Regione, perché il gettone d’esami, riservato al funzionario regionale, è a carico del CEdiFoP.

Tra le altre conseguenze del ritardo anche l’impossibilità far partire il successivo corso di sommozzatore inshore (che abilita a lavorare fuori dai porti fino a 30 metri di profondità), visto che lo stesso assessorato impone che gli iscritti abbiano preventivamente conseguito la qualifica di OTS dopo aver svolto gli esami finali. Per gli allievi una “beffa”, visto che i fuori sede sono costretti ad attendere a Palermo (sostenendo i relativi costi di vitto ed alloggio) i “comodi” della burocrazia regionale, senza poter nel frattempo accettare le occasioni di lavoro o proseguire la propria specializzazione.

Infine, ultimo paradosso, proprio la Regione siciliana dispone di una normativa
all’avanguardia in materia di formazione degli operatori della subacquea industriale, allineata agli standard didattici internazionali IDSA (lo stesso Cedifop è l’unica scuola “full member” in Italia) e che permette ai sommozzatori di conseguire una qualificazione di altissimo livello, certificata dall’iscrizione nel “Repertorio Telematico della Subacquea Industriale” gestito dalla Regione stessa.

«Facciamo appello all’assessore Aricò – dichiara il direttore dell’ente, Manos Kouvakis – perché intervenga direttamente a risolvere l’inaccettabile impasse e trovi una soluzione per evitare che situazioni del genere si ripetano nuovamente in futuro. È inaccettabile – prosegue – che nonostante i solleciti si debba portare all’esasperazione formatori ed allievi ed al collasso un ente che offre una formazione di qualità senza che alla Regione costi un solo euro! Rischiamo di dover chiudere un’esperienza costruita con sacrifici e riconosciuta a livello internazionale – conclude – per le incomprensibili lungaggini di una burocrazia che, nei tempi del digitale, non riesce a dare le dovute risposte in tempi accettabili».