Dolore, rabbia, e un senso profondo di impotenza. È questo il sentimento che pervade le comunità siciliane all’indomani di un fine settimana devastante. Dalla Regione, però, viene ribadito il giusto impegno nella prevenzione.
Le fiamme hanno inghiottito ettari ed ettari di boschi, vegetazione e territorio, colpendo in particolare la provincia di Trapani. Uno dei luoghi simbolo del patrimonio naturalistico regionale, la Riserva dello Zingaro, è stata ancora una volta duramente segnata dagli incendi, così come la Sughereta di Niscemi, nel Nisseno.
Mentre si contano i danni ambientali, a prendere posizione è l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Salvatore Barbagallo, che respinge con decisione ogni accusa di negligenza nella gestione della prevenzione incendi.
«I viali parafuoco sono stati realizzati e completati. Lo conferma anche il Corpo forestale della Regione. Ogni intervento di prevenzione è stato eseguito secondo i tempi e le modalità previste. Diffondere informazioni non verificate crea solo allarmismo.»
Barbagallo sottolinea inoltre l’importanza del lavoro dei forestali, ancora in servizio per garantire sorveglianza e protezione del territorio. Oltre all’intervento umano, anche le tecnologie avanzate sono state utilizzate nella lotta agli incendi. Ma, nonostante gli sforzi, i roghi hanno colpito duramente.
«Purtroppo, in diversi casi si tratta di incendi dolosi. Continueremo a fare tutto il possibile per proteggere le nostre riserve e aree verdi, ma serve responsabilità collettiva.»
A bruciare non è solo il verde della Sicilia. A bruciare è la memoria collettiva, il legame profondo tra la terra e chi la abita. Mentre si attendono indagini e chiarimenti, resta il desiderio di giustizia per una ferita che, ancora una volta, segna profondamente l’isola.


















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