La carica dei cinquemila al Trapani Pride

di Luigi Todaro

C’era un’aria diversa, sabato, a Trapani. Non solo per il cielo, vestito da arcobaleno, ma per quella vibrazione sottile che si percepiva per le strade. Un’energia nuova, quasi magica. Per la prima volta, la città ha ospitato il Pride. E Trapani ha risposto con il cuore: cinquemila persone hanno preso parte all’evento.

Al corteo, partito da piazza Martiri d’Ungheria, una madrina d’eccezione: Ester Pantano, attrice siciliana e volto amatissimo della fiction “Makari”.

E a quella voce si sono unite le altre: giovani, anziani, famiglie, associazioni, uniti in un unico canto che diceva: amore. In tutte le sue forme.

La musica, intanto, faceva il suo: travolgeva, contagiava, univa. Le strade del corteo si trasformavano in discoteche a cielo aperto. Ma c’è un’immagine che, più di tutte, resterà impressa: una nonna, affacciata alla finestra, che ballava e sventolava con orgoglio la maglietta della manifestazione. Applausi. Sorrisi. Apoteosi.

Uomini che si baciavano al passaggio dei carri. Donne che camminavano mano nella mano. Famiglie intere che si fermavano a guardare, a battere le mani, a lasciarsi coinvolgere. Una Trapani nuova, più vera.
Una Trapani che almeno per un giorno ha abbattuto i muri del pregiudizio e del falso moralismo. Il corteo si è concluso in piazza Vittorio Emanuele, dove la folla ha accolto l’arrivo con un lungo abbraccio collettivo. Ma la festa non si è spenta lì. È andata avanti, come la voglia di esserci, fino a notte fonda. Perché il Pride non è una parentesi. È una promessa.