Ancora una volta, analizziamo il quadro complessivo delle candidature trapanesi che si sfideranno per il rinnovo del Parlamento Regionale il prossimo 25 settembre. I seggi assegnati sono 5; il voto prevede la preferenza su base provinciale ed è assai probabile che le varie liste dovranno raggiungere almeno i 13 mila voti – in considerazione di una affluenza ancora una volta al ribasso, nonostante l’election day – per ottenere l’agognato scranno a Sala d’Ercole. Vediamo dunque chi sono i papabili secondo le nostre personalissime considerazioni. Lo sappiamo, ancora una volta saremo tacciati di partigianeria e richieste di sondaggi per capire da dove “usciamo” questi numeri; non c’è bisogno di nessuna palla di vetro…, basta conoscere persone e dinamiche di questo territorio e per chi fa questo mestiere non è, poi, difficilissimo azzeccare i risultati finali. Così come ampiamente dimostrato ad ogni tornata elettorale in passato, ad iniziare dalla scorsa ad Erice. Ovviamente, è doveroso avvisare che non c’è alcun riferimento scientifico alle nostre considerazioni; del resto, altrimenti, sarebbero sondaggi. Che sono altro, com’è noto. Ma comunque; tanti addetti ai lavori danno 3 seggi assegnati, con ogni probabilità, ai simboli più riconoscibili sul territorio: PD, Forza Italia e 5 Stelle. Fra i Dem, come detto più volte, la corsa sembra ristretta al sindaco di Salemi Domenico Venuti e l’ex assessore trapanese Dario Safina. Stesso discorso fra gli azzurri, l’assessore regionale Toni Scilla sfiderà Stefano Pellegrino. Non sarà facile per il deputato uscente “recuperare” il lavoro fatto sul territorio da Scilla, prima da coordinatore provinciale e poi da assessore all’Agricoltura e Pesca. Ancora una volta, dovrà uscire fortissimo dalla “sua” Marsala per arginarlo. Ad ogni modo, entrambi sono accreditati di una importante mèsse di voti. I grillini, si sa, hanno dinamiche diverse; tutti nomi nuovi in lista dopo gli abbandoni di Sergio Tancredi e Valentina Palmieri. Quest’ultima, nonostante gli 8 mila voti alla scorsa tornata ha creduto bene di fare un passo indietro, ben sapendo che in qualsivoglia altra lista la sua corsa sarebbe stata un flop. Insomma, l’ennesima miracolata del comico genovese. Oltre 30 mila voti alla scorsa tornata in provincia; difficile che nonostante il netto calo in tutta Italia “il simbolo” non sia in grado di reggere per far scattare un seggio. E gli altri due? Il passaggio della “corazzata” Mimmo Turano in “Prima l’Italia” accredita i leghisti fra i papabili della cinquina eletta. Dopo l’assessore alle Attività Produttive, la partita dovrebbe giocarsi fra l’on. Eleonora Lo Curto ed il mazarese Pietro Marino. Fermo restando che il politico alcamese opti per il Senato. L’uscente marsalese 5 anni fa ritornò all’ARS per il rotto della cuffia; poco più di 2 mila voti, decisamente pochini. Che però gli sono bastati per superare l’attuale assessore al Comune di Trapani Peppe La Porta di appena 200 voti ed approdare a Palazzo dei Normanni dopo l’opzione del politico alcamese per il listino. Un mandato l’ha fisiologicamente rafforzata, soprattutto per la sua attività parlamentare in favore di Misiliscemi; di contro, però, avrà un altro ras delle preferenze – dopo l’on. Pellegrino – nella sua città che pescherà nello stesso bacino elettorale, Enzo Sturiano, in lista con gli autonomisti. Insomma, non sarà una passeggiata contro Pietro Marino. Una candidatura “agguerrita”, questa, com’è normale che sia, ma forse troppo Mazara-centrica, così come il simpatico spot che è incominciato a girare sui social dimostra. E l’ultimo seggio? La partita sembra a tre fra Fratelli d’Italia e Popolari ed Autonomisti soprattutto; poi, la nuova DC di Totò Cuffaro. Ma ne parleremo domani.
In corsa per l’ARS
Dopo il deposito delle candidature, venerdì, è entrata nel vivo la campagna elettorale per uno scranno a Sala d'Ercole.


















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