di Mario Torrente
Ieri, ultimo mercoledì del mese di agosto, come tradizione a Custonaci e Erice si sono tenute le processioni in onore della Madonna. I due quadri della Madonna di Custonaci sono usciti dal Santuario della città dei marmi e dalla Madrice di Erice poco dopo le 18, regalando momenti di fede e devozione all’insegna delle tradizioni e dell’identità delle comunità dell’Agroericino. Le due processioni hanno quindi percorso i due centri abitati accompagnati dai fedeli e dalle note della banda musicale in un’atmosfera di festa.
Si tratta di una ricorrenza molto sentita, che ogni anno nell’ultimo mercoledì d’agosto fa da richiamo a tante persone. Ad Erice il corteo religioso si snoda tra le strade lastricate del centro storico, in alcuni casi sfiorando i balconi, da dove si arriva quasi a toccare la struttura dove viene posizionata l’immagine, chiamata “macchinetta”. Bisogna poi fare molta attenzione allo stellario che in alcuni punto passa a stento, davvero per pochi millimetri. La sera il quadro portato a spalla proietta poi un gioco di luce ed ombre sui muri di pietra reso ancora più particolare dal movimento della vara. E chi sta sotto le aste deve fare i conti con la particolare conformazione del basolato, tra salite, discese e punti scivolosi, dando davvero prova di grande abilità ma soprattutto di profonda e autentica fede.
In alcuni tratti bisogna abbassare le aste a forza di braccia per passare da fili della luce, lampade e strade particolarmente strette dove il quadro della Madonna sembra passare a stento. Un viaggio nella fede e nella bellezza che fa diverse tappe, come il passaggio in piazza della Loggia, sempre gremita di fedeli per assistere all’arrivo dell’icona religiosa, o davanti le principali chiese di Erice, come San Martino, San Giuliano e San Pietro con il suo arco. Ed infine, dovo avere emozionato e coinvolto l’immagine della Madonna di Custonaci è arrivata a piazza Matrice, anche qui accolta da tanti fedeli per rientrare al Duomo.
Quest’anno, a causa del forte vento di scirocco, non si è potuto tenere lo spettacolo pirotecnico che, a causa delle condizioni meteo, avrebbe messo a rischio incendio il vicino bosco, sopravento e quindi più esposto alle folate provenienti da Sud Est. La scelta è stata quella di non rischiare, preservando l’ultimo polmone verde della vetta del Monte. E dopo i saluti del sindaco di Erice Toscano e di padre Messana il quadro ha fatto rientro nella chiesa Madrice, un momento finale ricco di emozioni, fascino, fede, tradizione, identità e memoria collettiva. Quella che da cinque secoli lega le comunità dell’Agroericino alla meravigliosa immagine della Madonna di Custonaci.


















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