Antiche pavimentazioni da tutelare

L'assessore e vicesindaco Gianni Mauro spiega il percorso che il Comune di Erice e la Soprintendenza ai beni culturali intendono seguire per salvaguardare e valorizzare l'antica strada di Sant'Anna che da Martogna risale il versate ovest del Monte per arrivare al borgo medievale.

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di Mario Torrente

Dopo le abbondanti piogge delle scorse settimane che hanno fatto riaffiorare parti dell’antico basolato della strada di Sant’Anna, nella montagna di Erice, di recente si è tenuta una riunione tra amministrazione comunale e Soprintendenza ai beni culturali per valutare le azioni da mettere in campo per tutelare e valorizzare il percorso. Si punta intanto ad effettuare uno studio sul tracciato e sue origini, approfondendone il valore storico.

Come prima cosa, a questo punto dovrebbe scattare una prima messa in sicurezza, in modo da salvaguardare ciò che è rimasto dell’antica pavimentazione e che la pioggia ha fatto tornare alla luce. Dopodiché c’è da capire l’iter che l’amministrazione comunale di Erice intenderà seguire per salvaguardare e valorizzare questo antico itinerario, che ancora oggi si continua a chiamare Strada Vecchia o Strada Romana, visto che le sue origini, secondo la tradizione, risalirebbero al periodo della prima guerra punica, e quindi attorno al 250 avanti Cristo. Insomma, si tratterebbe di un tuffo nel passato di oltre due mila e duecento anni, quanto meno nel tracciato. Sempre che arriveranno le conferme degli archeologi. E tutto passerà dagli studi che saranno condotti dal professore Salvatore De Vincenzo, che di recente ha condotto degli scavi archeologici nel Castello di Venere e anni addietro anche lungo le Mura Elimo Puniche di Erice.

Adesso, su indicazione della Soprintendenza ai beni culturali di Trapani, che sembra intenzionata a mettere sotto tutela l’antica strada di Sant’Anna, ed in sinergia con il Comune di Erice, il professore Salvatore De Vincenzo sarà chiamato ad approfondire l’antico sistema viario che collegava la valle con il Monte, intanto partendo dalla pavimentazioni e dal tracciato che collega la zona di Martogna con il borgo medievale, passando per il Santuario e per le Rocche del Calderaro. Da qui, tra l’altro, passa anche il Sentiero Italia del Cai. Ma successivamente questo studio si potrebbe estendere anche ad altri sentieri storici, come quello che dalla Casazza arriva fino all’ex Csi, un tempo la chiesa della Madonna delle Grazie.

Questo selciato è forse quello meglio conservato. Ma poco sotto c’è la pavimentazione del percorso delle Tre Chiese e le parti di Scala Soprana e Scala Sottana, nei pressi della chiesa di Sant’Ippolito, che ancora si intravedono nella vegetazione. C’è pure l’antichissima mulattiera di porta Castellammare ed un sentiero, che taglia in direzione della “Casazza”, dove un tempo sorgeva la chiesa di San Luca, che era il percorso fatto dalla Madonna di Custonaci durante i trasporti del quadro. Tutto un patrimonio che fa parte della montagna di Erice e che l’amministrazione comunale sembra intenzionata a volere tutelare.

Come prima cosa si partirà dalla strada di Sant’Anna, che nelle scorse settimane è stata interdetta al transito dei mezzi non autorizzati. Ma è probabile che presto vengano anche chiuse le sbarre che si trovano poco sopra il Santuario e sotto l’ex hotel Jolly in modo da evitare il passaggio dei mezzi a motore salvaguardando così ciò che resta di queste antiche pietre che raccontano una storia plurisecolare.

Tra l’altro, nella zona è anche presente ciò ciò che resta di un muraglione costruito dai Romani durante la prima guerra punica e la zona è stata anche studiata dall’archeologo Antonino Filippi, che ha curato diverse pubblicazioni a riguardo, parlando anche degli accampamenti e del sistema di fortificazioni a suo tempo predisposto. Insomma, la montagna di Erice potrebbe rappresentare un autentico museo a cielo aperto, custodendo un immenso patrimonio archeologico incorniciato da panorami mozzafiato su Trapani, il mare delle Egadi e tutto l’Agroericino. E questo cammino nella storia inizia proprio dalla strada di Sant’Anna.

Intanto l’assessore e vicesindaco di Erice Gianni Mauro ha fatto il punto della situazione dopo l’incontro avuto con i responsabili della Soprintendenza ai beni culturali di Trapani. Ecco il percorso che è stato individuato e che dovrebbe portare ad una prima misura di tutela e vincolo della strada di Sant’Anna.

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