Violenza sessuale a Trapani, il giudice si è riservato di decidere

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Altre 24 ore per emettere il verdetto. Si è conclusa con un nulla di fatto l’udienza di convalida del fermo del pregiudicato di 37 anni accusato di aver violentato la donna ucraina di 44 anni.

Il Gip del tribunale di Trapani, Massimo Corleo, infatti, si è riservato di decidere. Lo farà probabilmente domani. Frattanto, le consigliere comunali Anna Garuccio, Marzia Patti, Claudia La Barbera, Chiara Cavallino, Grazia Spada, Laura Genco, Azzurra Tranchida e Francesca Trapani, hanno chiesto al sindaco Giacomo Tranchida che il Comune si costituisca parte civile in un eventuale processo contro l’aggressore di Nataliia, incastrato dalle telecamere di videosorveglianza collocate alle Mura di Tramontana. Le indagini, però, proseguono. C’è ancora da accertare se l’uomo abbia agito da solo e se nella violenza, invece, siano state coinvolte altre persone. In questa direzione massimo riserbo da parte degli investigatori della Squadra mobile e degli inquirenti. Nataliia è ancora ricoverata in ospedale dove ha subito un intervento chirurgico. La prognosi è di venti giorni. La donna necessita di vestiti. Quelli che indossava, infatti, sono stati sequestrati e la 44enne non ha un ricambio. Ma anche di una casa – lei è senza fissa dimora e non ha parenti nel territorio nazionale – dove poter trascorrere il periodo di convalescenza perchè se fisicamente lei sta bene ci vorrà, certamente, più tempo per potersi riprendere dal trauma per l’aggressione subita. Questa mattina il suo avvocato, Fabio Sammartano, ha lanciato un appello alle istituzioni e ai privati affinchè mettano a disposizione un alloggio, anche temporaneo, per la vittima.

Nataliia viveva per la strada. Senza casa, senza lavoro, senza soldi, senza parenti in Italia. In fuga dalla guerra. In Ucraina sono rimasti i suoi due figli a combattere contro l’invasore. Di loro, la madre non ha più notizie. Giunta a Trapani, lasciando il suo Paese devastato dalle bombe, non è riuscita ad integrarsi con la piccola comunità ucraina. Nessuna alternativa, quindi, alla strada dove spesso si accompagnava con persone, come lei senza fissa dimora. Compagni di sventura. Tirava avanti, vivendo di espedienti, ma sempre con dignità e compostezza. Facile preda, però, dei malintenzionati. In Sicilia era già stata in vacanza e l’ isola aveva conquistato il suo cuore. A Trapani si aggirava per le vie del centro storico, andava a lavarsi nei bagni della stazione ferroviaria e quando faceva buio cercava un riparo per trascorrere la notte. Non dava fastidio ad alcuno Nataliia e soprattutto non chiedeva aiuto a nessuno. Forse per vergogna, ovvero per orgoglio. Andava avanti da sola tra mille difficoltà e vicissitudini. Giornalieri. Viveva così Nataliia sola e in mezzo alla strada, fino a quella maledetta notte alle mura di Tramontana che ha cambiato il corso degli eventi e segnato la sua vita.