Covid19, la risposta dell’Asp di Trapani

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di Fabio Pace

L’emergenza epidemiologica ha costretto l’ASP di Trapani ad una risposta organizzativa in tempi rapidi. Ad oggi sono più di 900 i pazienti attualmente positivi e più di 40 sono ricoverati per la necessità di una costante assistenza medica.

Testo servizio: I contagi sono in crescita, la situazione è seria, ma non drammatica, il sistema sanitario trapanese ha dimostrato di essere in grado di dare una risposta in tempi rapidi e con efficacia alla emergenza Covid 19. È la sintesi di quanto illustrato stamani dal commissario straordinario dell’ASP di Trapani, Paolo Zappalà, nel corso di una conferenza stampa Una visione realistica, con lo sguardo rivolto alle criticità ma anche agli sforzi per superarle. Il piano organizzativo di assistenza ospedaliera per il Covid19 è distribuito su tre presidi ospedalieri: Marsala, Mazara e Salemi. In atto nei tre nosocomi sono già operativi 98 posti letto ordinari e di subintensiva, di terapia intensiva e post acuzie così distribuiti: 52 posti ordinari e sub intensiva a Marsala; 6 posti di terapia intensiva a Marsala; 30 posti ordinari e sub intensiva a Mazara; 10 posti post acuzie a Salemi. Questi ultimi sono riservati ai pazienti post covid non autosufficienti, provenienti da Residenze Sanitarie Assistite e per Anziani. Zappalà ho sottolineato come la riorganizzazione dei reparti sia avvenuta in tempi rapidi e senza incidere sulle prestazioni non covid. Anzi, il commissario ha tenuto a sottolineare che a Marsala, come a Mazara e Salemi, sono stati creati percorsi fisicamente separati tra pazienti covid e non covid e, soprattutto, è pienamente garantita l’efficienza dei pronto soccorso dove i pazienti, anche gravi e acuti, vengono stabilizzati e messi in sicurezza e, solo dopo, eventualmente avviati ad altri presidi ospedaliari. Comunque garantite la chirurgia d’urgenza e il pronto soccorso cardiologico. A Marsala è stato garantito anche l’intero percorso neonatologico , l’ematologia, e altre specialità, mentre i servizi ambulatoriali sono garantiti nel presidio di piazza INAM. Il piano organizzativo di assistenza ospedaliera prevede la realizzazione di altri 52 posti letto covid, che verranno aggiunti man mano che cresce l’emergenza e che, comunque saranno pronti entro il prossimo 20 novembre. Alle tre strutture ospedaliere si aggiunge un covid Hotel, individuato nell’Hotel Villa San Giovanni di Erice che ha reso disponibile 32 posti per pazienti autosufficienti che hanno necessità di arrivare a guarigione lontano da casa, magari perché conviventi con pazienti fragili. Attualmente il sistema sanitario trapanese ha assistito dal 22 settembre 65 pazienti della provincia di Trapani e 52 pazienti provenienti da altre province. Ad oggi 28 ottobre nei diversi reparti sono ospitati 41 pazienti che vengono dall’area metropolitana di Palermo, dove sono ormai saturati gli oltre mille posti letto disponibili, 4 di altrte province e 42 della provincia di Trapani. Zappalà ha sottolineato la necessità di considerare unica l’azienda sanitaria con i suoi dicversi presidi ospedalieri, ma unica, anche la risposta alla emergenza, senza alcuna distinzione territoriale di proveninmeza dei pazienti. Un imperativo etico e una risposta logica e razionale, l’ha definita il commissario straordinario. Potenziato il servizio di epidemiologia, con il contact tracing. In corso di potenziamento le USCA, sette già operative, cui si aggiungerà a giorni la Unità Speciale di Continuità Assistenziale di Pronto Intenrvento che sarà destinata a gestire i focoloi, come le comunità e le residenze per anzioni ove si dovesse diffondere la malattia covid19. Ci sarà anche una USCAS, dedicata alla scuola, servizio attualmente assicurato dalle altre USCA. Infine il potenziamento dei laboratori. Oggi capaci di analizzare da 400 a 500 tamponi al giorno con 3 metodiche diverse. Entro fine novembre le metodiche saranno 4, la capacità di processamento dei tamponi di 1000 al giorno con una nuova macchina di laboratorio di robotica analitica avanzata. Da oggi i reparti covid sono sostenuti anche da un servizio di assistenza psicologica dedicato ai pazienti e, soprattutto al personale. “Medici e infermieri, ha sottolineato Zappalà, sono in prima linea come in guerra”