Autoriciclaggio, sequestrati beni per oltre 3 milioni di euro

Beni per oltre 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Messina a un imprenditore calabrese indagato per autoriciclaggio, truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta della Procura.

Al centro dell’inchiesta, un presunto “sistema Ponzi” attraverso cui l’indagato avrebbe gestito una rete di società di facciata, molte con sede all’estero, utilizzate per reinvestire e occultare proventi illeciti provenienti da truffe finanziarie.

L’indagine, avviata dopo le denunce di nove risparmiatori truffati, ha permesso di ricostruire un complesso intreccio societario e di collegarlo a una precedente inchiesta del 2021 che aveva già accertato l’esistenza di un gruppo dedito all’abusivismo finanziario e alla raccolta illecita del risparmio.

Le Fiamme gialle hanno individuato beni mobili, depositi e 41 conti correnti, anche virtuali, in 11 Paesi europei. Nei confronti di tali attività è stato disposto il congelamento internazionale dei fondi.

Il sistema Ponzi è una truffa finanziaria che prende il nome dall’italo-americano Charles Ponzi. Si tratta di un meccanismo piramidale che si regge solo sull’inganno e sul continuo ingresso di nuovi capitali, destinati prima o poi a esaurirsi.