Trapani, la Regione invia un commissario per i conti in comune con Misiliscemi

Il Sindaco Tranchida esulta ma i suoi competitors alle Amministrative lo incolpano

di Nicola Baldarotta

Con decreto del 27 aprile 2023, l’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica ha nominato il Commissario provveditore presso i Comuni di Trapani e di Misiliscemi per la definizione dei rapporti finanziari e patrimoniali tra i due enti, che sono necessari per la formazione del rendiconto 2021 e del bilancio 2022/24, così come indicato nella nota prot. n. 4136 del 30.1.2023 del Commissario ad acta presso il Comune di Trapani per l’attività sostitutiva in ordine all’adozione di tali documenti.

Di base, la notizia, è questa e il Sindaco Giacomo Tranchida commenta con favore quanto avvenuto: “Finalmente l’assessorato alle Autonomie locali ha preso atto che la nascita del Comune di Misiliscemi – per effetto della scissione dalla Città di Trapani in conseguenza dell’esito referendario della primavera 2018 – anche a causa di una legge regionale priva di chiare indicazioni, sta producendo notevoli difficoltà, che si stanno riverberando sull’approvazione dei documenti contabili e sulla concreta possibilità di rendere autonomo – sotto ogni profilo – il Comune di Misiliscemi. Ci auguriamo che il Commissario nei 6 mesi assegnati nel decreto possa agevolare il percorso che dovrà rendere i due Comuni indipendenti l’uno dall’altro, chiarendo tutti gli aspetti economici e patrimoniali, garantendo trasparenza ed equità dei rapporti. Riteniamo pure che tale provvedimento possa mettere definitivamente fine alle speculazioni dei nostri avversari, visto che viene suffragato quanto da noi affermato da mesi. Per assumere le eventuali iniziative del caso (si spera nell’assegnazione, anche attraverso l’istituto del comando, di personale e/o di adeguate risorse finanziarie), la Regione, attraverso il Commissario provveditore, avrà modo di accertare le difficoltà in cui opera il Comune di Trapani e il neo costituito Comune di Misiliscemi, che, senza risorse umane e strumentali, si avvale del personale e delle strutture del solo Comune di Trapani, già vistosamente carente di dipendenti e di adeguate professionalità anche in merito ai delicati rapporti patrimoniali e giuridici oggetto della particolarmente complessa controversia di fatto insistente”.

Ovviamente non sono per niente d’accordo con le dichiarazioni del primo cittadino trapanese, nè Maurizio Miceli nè Francesco Brillante che, come noto, sono due due tre avversari di Tranchida alle elezioni di fine maggio.

“Un fatto gravissimo ascrivibile alla incapacità di amministrare la città del sindaco Giacomo Tranchida, il quale continua a raccontare il falso ai cittadini“.

Lo afferma il candidato Maurizio Miceli che prosegue così: “Proprio due giorni addietro venivo accusato di essere autore di mascariamento dal sindaco uscente. Il commissariamento da parte della Regione dimostra inoppugnabilmente che avevo ragione. In questa città se dici la verità ai cittadini vieni accusato di mascariamento. È questa la concezione del potere di chi non accetta la democrazia. Per fortuna esistono gli organi preposti a stabilire la verità, ossia che Tranchida e l’assessore Bongiovanni hanno amministrato pessimamente“. 

“L’assessore regionale Andrea Messina – incalza Miceli – ha deciso di nominare un commissario provveditore per il Comune di Trapani dopo aver preso atto della nota di Angelo Sajeva, commissario ad acta, nominato a sua volta il 15 novembre 2022 per il Rendiconto 2021 ed il Bilancio di Previsione 2022/2024. Sajeva il 3 marzo riferiva come le criticità del Comune di Trapani riguardano essenzialmente l’organizzazione degli uffici ed il loro coordinamento, che in base alla normativa vigente, sono ascrivibili alla competenza del sindaco. Così, adesso, il commissario provveditore, Giovanni Cocco, dovrà fare quello che Giacomo Tranchida non è stato in grado di fare: predisporre i necessari provvedimenti di riorganizzazione, istituzione e regolamentazione dei servizi dei quali siano state ravvisate gravi disfunzioni, da sottoporre all’attenzione degli organi comunali competenti per la definitiva adozione. Tranchida mistifica la realtà – conclude Miceli – perché non racconta di come la Regione abbia certificato le sue incapacità, limitandosi a parlare dei rapporti con Misiliscemi, che hanno aggravato le criticità riscontrate. Ha il diritto di informare i cittadini ed ha il diritto di dire loro che le criticità del Comune di Trapani riguardano essenzialmente l’organizzazione degli uffici ed il loro coordinamento, che in base alla normativa vigente, sono ascrivibili alla competenza del sindaco. Ma non si preoccupi, informiamo noi i cittadini, ci sostituiamo a lui sin da subito”.

Non poteva mancare la presa di posizione del candidato Sindaco dell’are progressista e riformista, Francesco Brillante: “Il sindaco uscente, Giacomo Tranchida, accoglie con favore il commissariamento per la definizione dei rapporti finanziari e patrimoniali tra il Comune di Trapani e il Comune di Misiliscemi attribuendo a questo adempimento il valore di unico motivo ostativo per la formazione del rendiconto 2021 e del bilancio 2022/24. Tranchida però non dice, in bilico tra astuzia grossolana e colpevole omissione, delle pesanti censure del collegio dei revisori dei conti e della corte dei conti“.

Brillante, nella sua nota, riporta pezzi del provvedimento regionale laddove si legge che “Appare censurabile, in particolare, l’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio 2019 addirittura nel mese di aprile 2021, ritardo che produce conseguenze negative particolarmente rilevanti sulla corretta programmazione e gestione dell’Ente (deliberazione n. 111/2020/PRSP)”.

Brillante conclude quindi che “Dalle comparazione delle date appare di tutta evidenza che, ancora una volta il sindaco uscente Tranchida attribuisce a ragioni esterne le carenze strutturali della sua amministrazione, quando invece, e lo conferma ancora la Corte dei Conti, le ragioni di tali ritardi sono del tutto interne all’esecutivo ed al metodo Tranchida e le definisce “criticità organizzativa di non scarsa rilevanza. Ci aiuta a capire ancora il testo estrapolato dalla deliberazione della Corte dei Conti: “L’approvazione tardiva degli strumenti contabili – scrive la corte – produce, pertanto, conseguenze negative sul naturale, fisiologico e normativamente previsto sviluppo del ciclo di bilancio, contribuendo ad aggravare la già difficile situazione finanziaria del Comune. La Sezione, pertanto, conferma il rilievo critico, invitando l’ente a superare questa illegittima prassi, che è espressione di una criticità organizzativa di non scarsa rilevanza“.

“La verità dunque, non è quella affermata dal sindaco uscente Tranchida, ma quella vergata nero su bianco dalla corte dei conti e dal collegio dei revisori dei conti, giudizio che per brevità omettiamo ma che inviatiamo quanti possono farlo a leggere. Tranchida lascia in eredità al suo successore un Comune che non può approvare gli strumenti finanziari perchè, purtroppo, ci sono debiti ancora nascosti alla contabilità che potranno produrre il dissesto finanziario sulle spalle dei cittadini Trapanesi con il blocco di servizi ed assunzioni. Del resto Tranchida non è nuovo a produrre dissesti se si ricorda la vicenda di Valderice quando smise il suo incarico sindacale. Siamo pronti ad avviare una verifica puntuale per sanare queste gravi irregolarità, da sindaco mi occuperò di intraprendere ogni azione necessaria, anche rigida senza mettere le mani in tasca ai trapanesi”.