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Trapani, AIL festeggia trent’anni

30 anni: una vera e propria festa per il gruppo AIL di Palermo-Trapani che sabato sera ha celebrato alla Casina delle Palme l’importante traguardo.
Una serata iniziata alle 20 con un talk alla presenza del presidente nazionale dell’associazione Giuseppe Toro che ha sottolineano il lavoro dei numerosi volatori del territorio. Da Trapani, poi, – sottolinea Toro – sono nate iniziative “esportate” nel resto d’Italia: Trapani, essendo orfana di un reparto di ematologia in città, deve avvalersi di un servizio transfert per i malati che devono spostarsi nel capoluogo siciliano per curarsi, far visite, ed esami strumentali, sostenendoli in un percorso di certo non semplice. Una buona pratica partita da Trapani. Ma a fare il punto della situazione nel territorio ci hanno pensato Vincenzo Leone, Direttore di Unità Operativa – U.O.S. Dipartimentale Oncoematologia dell’Asp Trapani dell’ospedale di Castelvetrano; Sergio Siragusa Direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università degli Studi di Palermo – Dipartimento di Medicina Interna e Specialistica (DIBIMIS) e Direttore dell’U.O. di Ematologia con trapianto dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Palermo; e Renato Messina, Direttore Medicina Trasfusionale Asp Trapani.
Importante anche l’intervento di Laura Montati, rappresentate del “Comitato per la Radioterapia” che ha fatto il punto sulla situazione definita “vergognosa”.
La sera è proseguita con gli interventi musicali dei Ritmi Perversi e i Figli di un re minore. Oltre alla musica, anche un momento circense. L’intera serata è stata prodotta dall’agenzia Notorius.
L’AIL promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma, finanziando studi innovativi e laboratori in tutta Italia. L’Associazione assiste ed accompagna i pazienti e le famiglie in tutte le fasi del percorso, in stretto contatto con i Centri di Ematologia che supporta in maniera continuativa per andare incontro al meglio alle esigenze di malati e caregiver. Il nostro lavoro ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di chi lotta contro un tumore del sangue e sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro queste patologie.

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