Abbiamo scritto, ieri, senza troppe pretese (ma con cognizione di causa, così come dimostrato in passato…), quali possano essere i papabili per un seggio all’ARS nel collegio trapanese. Forza Italia, PD, 5 Stelle e “Prima l’Italia”. Dietro di loro, seppur tutto da dimostrare nelle urne, il quinto papabile sembrerebbe in favore di Fratelli d’Italia. I meloniani schierano tre buone candidature: il sindaco di Partanna Nicola Catania, l’ex primo cittadino di Custonaci Peppe Bica e il deputato Sergio Tancredi. L’ex grillino dovrà dimostrare di poter camminare sulle proprie gambe, non facendo conto delle preferenze raccolte la scorsa tornata, drogata dallo tsunami pentastellato. Il parlamentare uscente si è mosso per tempo, confluendo in Attiva Sicilia, stampella di Musumeci in aula. Anche nella sua città ha stretto importanti accordi politici, tuttavia, è da verificare l’effettivo risultato visto che Mazara del Vallo, ogni volta, non si sa quanti voti dovrebbe riversare sui candidati locali; anche quest’anno, fermandoci ai più quotati, sono una pletora: Scilla, Bianco, Marino, Hopps, Gancitano e lo stesso Tancredi. Catania e Bica, dicevamo; hanno potenzialmente in pancia 4 mila, 4 mila e cinquecento voti. Ma il vero valore aggiunto sarà senz’altro, a detta di tutti i commentatori, il voto per le Politiche; questo, inevitabilmente, trainerà sulle regionali un voto di lista polarizzato sui simboli “nazionali”. È assai probabile che loro, così come i Dem, gli azzurri, i grillini e in minor misura la Lega, quanto meno alle nostre latitudini…, fruiranno di un importante voto di lista, al netto delle preferenze sui candidati. Questo a discapito delle liste esclusivamente regionali. In particolare delle due che sono discretamente attrezzate, come DC e Popolari ed Autonomisti. Infatti, è sicuramente attrezzata la lista che fa riferimento a Nino Papania; l’ex Senatore ha piazzato un buon colpo all’ultimo minuto, strappando Marikò Hopps alla Lega che evidentemente non ha mandato giù l’operazione Turano coordinata direttamente a Roma a sua insaputa. L’eterna promessa sovranista dovrà adesso dimostrare il proprio peso elettorale. E non è affatto detto che sia massiccio, ad iniziare dalla sua città dove addirittura dovrà competere con un altro candidato della stessa lista, Giuseppe Bonanno. Poi, due ottime candidature: Enzo Sturiano, Presidente del Consiglio Comunale di Marsala che ha sempre dimostrato nelle urne il suo peso elettorale -quanto meno su Marsala- ed il coordinatore di Via, Angelo Rocca, che ha l’imprimatur del suo leader e potrà contare sui voti del movimento sul territorio, in particolare su Trapani-Erice. Buona anche la lista di Totò Cuffaro; l’ex governatore ha costruito un progetto che mira a riesumare i nostalgici della Democrazia Cristiana in Sicilia, aprendole a figure provenienti da altre esperienze politiche. È il caso dei due principali candidati in corsa, Peppe Guaiana, Presidente del Consiglio Comunale di Trapani, e l’ex sindaco di Alcamo Giacomo Scala. Gli altri nomi, però, oggettivamente non sono dei grandi raccoglitori di voti; 2/3 mila voti al massimo fra Gancitano e la Ventimiglia a Castelvetrano. Addirittura, si è dovuto ricorrere ad una quota rosa “esterna”, Serafina Marchetta, agrigentina, moglie di Decio Terrana, segretario regionale dell’UDC (o di ciò che ne resta…) premiata da Schifani con l’inserimento nel listino. Insomma, un aliena sul territorio. In pratica, se i due faranno il botto di voti (nell’ordine di 10 mila preferenze in due) allora avranno una speranza, altrimenti la nuova DC resterà alla finestra, nonostante è assai probabile che supererà agilmente lo sbarramento del 5% a livello regionale. Infine, Cateno De Luca. Il Masaniello messinese ha nella sua personalità dirompente la forza elettorale; e tutti i sondaggi lo danno bene come candidato Presidente. Provincia per provincia, la musica cambia. È difficile che il solo nome sul simbolo possa addirittura trainare candidati non conosciutissimi, tanto per restare alla provincia di Trapani, fino a far scattare un seggio. L’ex sindaco di Campobello di Mazara, Daniele Mangiaracina e tanti giovani volenterosi. Oggettivamente poca cosa. Almeno sulla carta. Ed anche per lui, la polarizzazione del voto nazionale avrà certamente un peso.
In corsa per l’ARS -2
Continua il nostro viaggio sul prossimo rinnovo del Parlamento Regionale che ha visto, ieri, la prima parte della nostra personalissima analisi politica.


















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