Sindacati e uffici giudiziari: chiusa la querelle su tutela salute dei lavoratori.

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I sindacati della funzione pubblica di CGIL CISL e UIL Trapani hanno chiesto con determinazione le «misure indispensabili di sicurezza per il personale»

di Fabio Pace

«Da oggi tutti gli uffici delle Funzioni centrali del Ministero delle Giustizia dislocati su territorio trapanese attuano in maniera completa le direttive relative alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica in corso». L’incipit del comunicato di Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa Trapani, i sindacati del pubblico impiego, mette fine ad una querelle che nelle ultime 48 ore li aveva visti in contrasto con gli uffici giudiziari di Trapani e Marsala. I sindacati avevano denunciato, dopo diverse note inviate agli organi competenti, la mancata applicazione da parte di alcuni uffici delle norme per la tutela dei lavoratori. La Giustizia, come le notizie di cronaca confermano, con arresti, sequestri e provvedimenti che riguardano in prevalenza le misure di restrizione della libertà individuale, non si è mai fermata, nonostante la pandemia. Gli uffici giudiziari, sia pure a ridotto regime hanno funzionato e funzionano. Come hanno confermato i vertici di entrambi i palazzi di Giustizia, Trapani e Marsala, che però nelle rispettive note di replica ai sindacati avevano anche sottolineato di avere adottato tutte le misure necessarie a tutela dei lavoratori. «Quest’ufficio giudiziario – ha scritto il presidente del Tribunale di Trapani, Andrea Genna, un paio di giorni fa – è stato il primo che ha applicato il regime del lavoro agile fra tutti gli altri presenti nel distretto di Palermo». Più aspra la risposta del Procuratore della Repubblica Vincenzo Pantaleo e del Presidente del Tribunale di Marsala, Alessandra Camassa, che scrivono: «respingiamo, con fermezza, per quanto possa riguardarci, l’insinuazione, contenuta nel comunicato dei sindacati Cgil, Cisl e Uil». Precisano i vertici giudiziari marsalesi di essersi mossi «in coerenza con quanto stabilito dalle linee guida contenute nelle direttive ministeriali». Repliche che non hanno contenuto la protesta dei sindacati del pubblico impiego, anche perché nel frattempo è divenuta di dominio pubblico che proprio a Marsala un magistrato sarebbe risultato positivo al coronavirus. In entrambi i Palazzi di Giustizia il personale ha ridotto la sua presenza a un «presidio giornaliero, composto da un numero minimo di unità» con una «presenza in ufficio corrispondente a uno o due giorni per settimana». Evidentemente l’organizzazione del lavoro non ha, però, soddisfatto fino in fondo i sindacati che solo oggi danno il loro placet alla riorganizzazione degli uffici giudiziari: «oggi – spiegano Antonella Granello (Fp Cgil), Marco Corrao (Cisl Fp) e Gioacchina Catanzaro (Uilpa) – presso la Procura di Trapani sono stati attuati, per esempio, i presidi dei lavori indifferibili, passando da 17 unità presenti fino a venerdì scorso, alle attuali 7 unità necessarie presenti al giorno». La nota sindacale, dunque, sembra aver definitivamente validato le misure che progressivamente sono state prese negli uffici giudiziari (carceri comprese, limitatamente al personale civile amministrativo) a partire dal Dpcm dell’11 marzo per finire con il Dpcm del 17 marzo per «assicurare tutti gli strumenti preventivi, per la tutela della salute dei lavoratori»