Due milioni di euro di danni

697

L’incendio di sabato apre una fase critica per il ciclo del trattamento dei rifiuti, non solo per il capoluogo ma per un centinaio di comuni della Sicilia Occidentale. Il servizio

Quasi due milioni di euro di danni e il rischio, concreto, di una nuova emergenza rifiuti nel capoluogo e in parte della Sicilia Occidentale. È il bilancio dell’incendio che nella tarda mattinata di sabato, nell’impianto di contrada Belevedere, gestito dalla Trapani Servizi, società in house del comune di Trapani, ha distrutto il capannone di trattamento della frazione umida dei rifiuti e danneggiato l’impianto di trattamento della frazione secca. Le fiamme hanno avuto origine nella campagna limitrofa l’impianto, poi le lingue di fuoco, spinte dal vento di scirocco sono giunte fino ai rifiuti, fin dentro i capannoni dove hanno trovato facile esca. Le fiamme sono state spente quasi subito, ma per tutta la giornata di ieri e fino a stamani, gli escavatori sono al lavoro per smuovere i rifiuti e ridurre la combustione interna ai cumuli percorsi dalle fiamme. Nell’immediato Trapani servizi ha riorganizzato il ritiro dei rifiuti, considerato che la capienza dell’impianto e la capacità di trattamento, dell’umido e del secco residuo, è fortemente ridotta. In alcune zone del capoluogo l’umido non è stato ritirato. Trapani Servizi confida di poter gestire l’emergenza tornando a trattare i rifiuti fino a raggiungere il 60% di potenzialità dell’impianto. L’assessore regionale all’Energia e Rifiuti, Alberto Pierobon, ha definito strategico l’impianto trapanese ed ha assicurato l’intervento della Regione a partire dalla dotazione di due o tre tritovagliatori mobili per il trattamento dei rifiuti che saranno collocati nel piazzale di movimentazione di contrada Borranea, la discarica anch’essa gestita da Trapani Servizi. L’impianto di contrada Belvedere oltre a servire il Comune di Trapani opera nel trattamento dei rifiuti di quasi un centinaio di comuni della Sicilia Occidentale. Salva dalle fiamme la parte ammodernata dell’impianto che, con finanziamento della Regione, destinata al trattamento dell’umido, sarebbe dovuta entrare a regime entro la fine di settembre. L’incendio tarderà questo secondo step del progetto. Intanto continua il lavoro della magistratura e dei vigili del fuoco per fare luce su quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.