Paradosso Regione in Airgest?

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Il Governo regionale sta valutando l’ipotesi di costituirsi parte civile nel procedimento contro gli ex amministratori di Birgi.

Nei giorni scorsi, una nota del Presidente dell’Airgest, Salvatore Ombra, ha destato non poco stupore nell’opinione pubblica ed ai piani alti della “politica” siciliana; soprattutto quella interessata alla nostra parte di territorio. Il numero uno della società di gestione dello scalo trapanese ha preso di mira i 5 Stelle non tralasciando, fra le riga, altri destinatari, ad iniziare dallo stesso governo regionale e i PM rei “d’aver usato impropriamente -scrive letteralmente Ombra- soldi pubblici, per usare un eufemismo…” nell’attività d’indagine ad iniziare dal costo della perizia contabile che sarebbe costata, solo questa, 168 mila euro ai contribuenti. Nonostante tutto, è fiducioso anche su questo versante, “auspicando che si faccia quanto prima chiarezza”. Poi, il bersaglio principale: i grillini che da un lato plaudono alla sua attività in commissione “dall’altro sollecitano vibratamente a far costituire la Regione parte civile, incoerentemente ed in maniera contraddittoria, fra populismo e giustizialismo a tutti i costi”, nell’udienza che si terrà a fine novembre davanti al Gup di Trapani per peculato verso tanti ex amministratori dello scalo fra cui lo stesso Ombra. Una vicenda, è bene ricordarlo, che non vede a loro carico alcuna appropriazione indebita o arricchimento personale ma presunte irregolarità contabili nei bilanci “nell’interesse dell’operatività dell’aeroporto.” Infine, seppur con una dichiarazione di fiducia verso il Presidente Musumeci, un “avvertimento” verso la stessa Regione “se dovesse percepire che il suo impegno non sia ritenuto pericolosamente funzionale a progetti che sfuggono all’occhio comune e da cui non intende restare schiacciato”; in sintesi, se si costituisse parte civile. Ed onestamente, è difficile dargli torto, visto che il Governo, prima come azionista di maggioranza relativa, poi socio unico, è stato sempre a conoscenza dell’attività del management dello scalo, approvandone in assemblea i bilanci e con suoi funzionari nel CDA, di una partecipata conosciuta a menadito da un economista, ad esempio, del valore di Luca Bianchi, assessore alle finanze sotto Crocetta. Per questo appare surreale, oggettivamente, l’incarico che Musumeci avrebbe dato ad un consulente per valutare eventuali irregolarità nei bilanci, propedeutiche all’eventuale mandato per costituirsi parte civile. La figura individuata sarebbe, addirittura, un ragioniere, impegato statale (sic!), che non esercita la professione ma iscritto nella sezione speciale dell’albo. Una decisione che ha fatto storcere il naso a più di un manager indagato nella vicenda e che sarebbe davvero un paradosso se finisse con l’avallare le richieste grilline. Tralasciando il non trascurabile fatto che un passo indietro di Ombra, allo stato attuale, farebbe ritornare il “Vincenzo Florio” nel caos proprio quando i suoi primi frutti stanno per maturare, in prospettiva. Uno spauracchio pienamente avvertito dal territorio che ha già espresso solidarietà sui social, e non solo, al Presidente.