Posizione del circolo Pd online Nilde Iotti a seguito di alcune dichiarazione rilasciate dopo il Congresso

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Le scomposte e mistificatorie dichiarazioni rassegnate sui social e rese alla stampa in coda al Congresso Straordinario del PD, se non avessero una forte carica dirompente oltre che una valenza fortemente denigratoria nei confronti di una comunità di persone che condivide idee e principi, non sarebbero meritevoli di alcun commento.

Ci si trova, invece, costretti a farlo per ridare dignità alle persone proditoriamente attaccate e soprattutto alla verità dei fatti, stravolta ad uso e consumo di un santino miseramente scoloritosi.

E andiamo con ordine.

Avendo appresso dell’autocandidatura di un esponente dell’area di sinistra marsalese, il Circolo on line Nilde Iotti si era offerto di sostenerla nel tentativo di dare impulso e nuova linfa ad un partito che risultava ancorato a vecchie logiche, dipendenze extra moenia ed abbarbicamento alle poltrone.

In pratica a tutto quello che aveva procurato la consunzione del partito fino alla sua scomparsa dal Consiglio Comunale.

Tale posizione, di netta cesura con il passato, era stata inizialmente accolta dall’autocandidatosi Segretario che, però, nel corso dei mesi ha iniziato a titubare, tanto da indurlo a spostarsi dall’originaria posizione ad altra, in nome di una ecumenica ammucchiata che prevedeva una lista unica nella quale far rientrare anche i vecchi dirigenti fino a poco prima da lui vituperati.

Il mutato atteggiamento ci ha indotti a comunicargli che il nostro sostegno non poteva passare da un “ tutti assieme appassionatamente “, ma prevedeva una sua scelta dei compagni di strada.

Ovviamente, lo si informava che qualora avesse insistito nel progetto “ecumenico”, il Circolo avrebbe presentato una candidatura alternativa. Non vi era, pertanto, neppure la sera prima del congresso una sola candidatura, essendo stata chiarissima la posizione da noi espressa.

Dunque, toccava a lui scegliere. In apertura dei lavori congressuali, da parte di questo Circolo è stata data lettura di una nota programmatica e presentata una lista a sostegno della candidatura fino a quel momento unica.

E la scelta è stata fatta con il rifiuto di sottoscrivere detta lista, e con la presentazione, con il preciso scopo di sparigliare le carte e far aumentare le frizioni, di una sua lista simil macedonia, nella quale confluivano, senza alcuna preventiva comunicazione o condivisione, anche numerosi componenti del Circolo on line.

Dunque, chi ha tentato un “ colpo di mano “ ? Chi ha tentato, in nome dell’unità di facciata, di sabotare il congresso ? Intuitivo comprenderlo.

Inevitabile, a quel punto, la presentazione della candidatura alternativa ma di cui, come detto, il candidato Segretario era perfettamente al corrente già da parecchio tempo.

A questo punto, con atteggiamento poco ortodosso e riguardoso, un gruppetto di dirigenti ed ex dirigenti del partito, non più di una quindicina, abbandonava l’aula, in spregio ad uno dei momenti più significativi in un partito democratico quale è il congresso, sottraendosi ad un vero confronto democratico fondato, come sarebbe stato, sullo scambio di idee e di un voto.

Dunque, più comodo accreditarsi come vittime, anche con mistificatorie dichiarazioni, piuttosto che accettare la ammettere la resa a causa di una evidente mancanza di voti congressuali a sostegno della propria autocandidatura e della propria proposta unilaterale.

Anche sul numero dei partecipanti al congresso, le dichiarazioni mistificano la verità.

Si è cercato di far passare il messaggio che su 120 iscritti al partito solamente 44 abbiano votato a sostegno del Dott. Pace.

Salvo non dire che ai lavori congressuali erano presenti non più di una sessantina di iscritti al partito.

Si parte da un dato vero, il numero degli iscritti, per arrivare ad un dato finale falso : far credere che quasi 80 persone hanno abbandonato i lavori congressuali.

Tipico modo di creare una fake new!

Particolarmente gravi, infine, sono state le affermazioni lesive della dignità della Coordinatrice del Circolo, dipinta come una persona che trama nell’ombra, ma anche di quelle nei confronti degli stessi aderenti, descritti come teste vuote ed incapaci di un proprio autonomo pensiero.

Anche tali affermazioni, che rispediamo al mittente ed ai suoi mandanti, si lasciano al prudente apprezzamento di chi avrà la bontà di leggerci.

Da oggi in avanti non sprecheremo oltre il nostro tempo in sterili ed inutili

polemiche.

Lasceremo che per noi parlino i fatti, sostenendo lealmente e operosamente le

iniziative politiche del neo eletto Segretario Paolo Pace.

La sua attività parte, non per colpa nostra, in salita. Ma si sappia che nei tornanti non lo lasceremo solo.

Buon lavoro Segretario.