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lunedì, Aprile 22, 2024
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Agnese Pini alla Rassegna letteraria “LibriAmoCi – Incontro con l’Autore” dell’Istituto Florio di Erice

Si terrà on line il nuovo appuntamento della Rassegna letteraria “LibriAmoCi – Incontro con l’Autore” organizzata dall’Istituto Superiore “I. e V. Florio” di Erice,  in collaborazione con la Libreria Galli Ubik-Erice. 

Due, come sempre, gli incontri dedicati, che vedranno protagonista, questa volta, Agnese Pini, autrice del libro “Un autunno d’agosto – L’eccidio nazifascista che ha colpito la mia famiglia. Una storia d’amore mentre la guerra torna a fare paura” (Chiarelettere): nella mattinata del 5 marzo, alle ore 11.30 per gli studenti e nel pomeriggio del 7 marzo, alle ore 18,  per i lettori. 

Quanti volessero prenotarsi per seguire l’incontro pomeridiano on line possono scrivere alla seguente mail dell’insegnante referente del progetto, Rosellina La Commare: lacommare.rosa@alberghieroerice.edu.it

Agnese Pini, giornalista, è direttrice del quotidiano fiorentino La Nazione e dei quotidiani editi dal gruppo Monrif, Il Giorno, Il Resto del Carlino, Il Telegrafo e Quotidiano Nazionale. 

Il libro “Un autunno d’agosto” è il racconto, con un taglio fortemente narrativo e personale, di una delle tragiche stragi dimenticate del nazifascismo, avvenuta a San Terenzo Monti il 19 agosto del 1944. Un libro in cui non c’è niente di inventato, costruito magistralmente per ricordarci che se dimentichiamo la storia dimentichiamo chi siamo. 

Agnese Pini ricostruisce tutto quello che accadrà dopo la scoperta dell’armadio della vergogna dove erano nascosti fascicoli con i nomi di chi si era macchiato di quei di crimini terribili di guerra: un racconto doloroso che, attraversando il passato, si propaga fino ai nostri giorni, e il dolore personale si trasforma in dolore collettivo, dando nomi e cognomi alle vittime di quella strage. 

“Un incontro importantissimo per i nostri ragazzi – dice la Dirigente Scolastica Pina Mandina – per i quali la conoscenza della storia è il primo cibo necessario per situarsi nel mondo e nella realtà. E la storia non va solo insegnata, ma deve essere trasmessa alle nuove generazioni attraverso i racconti dei testimoni o di chi, come in questo caso, ha fatto questo lungo e dettagliato lavoro di ricerca partendo da altri testimoni, per ricostruire la memoria”.

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