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lunedì, Aprile 22, 2024
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Volevano introdurre droga al Pagliarelli, bloccate due donne

Il fiuto del cane Enea ha scongiurato che due donne introducessero droga al Pagliarelli di Palermo. Bloccate, poi, dagli agenti di polizia penitenziaria, entrambe sono state denunciate. Protagoniste della vicenda, la moglie e la sorella di un detenuto, rispettivamente di 25 e 53 anni.

Le due si erano recate alle carceri per il colloquio con il  recluso. Durante i controlli all’ingresso, il cane antidroga ha fiutato che addosso avevano sostanze stupefacenti. Le due donne, pertanto, sono state perquisite. La 53enne aveva nascosti nel reggiseno  cinque ovuli contenenti otto grammi di hashish.

La 25enne, invece, nascondeva, sempre nel reggiseno, una nanosim telefonica perfettamente funzionante ed una scheda microsd. Ora sono accusate di traffico  di sostanze stupefacenti e di accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

“E’ un fenomeno – dice Calogero Navarra, segretario regionale per la Sicilia del Sindacato autonomo polizia penitenziaria – sempre più in crescita  di quello dei tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti a livello nazionale negli Istituti di pena che di materiale atto alle comunicazioni. L’operazione è la testimonianza della professionalità della Polizia Penitenziaria, che oltre a partecipare attivamente all’opera di rieducazione e trattamento, svolge con abnegazione e competenza l’attività di Polizia”. “Ennesima operazione condotta con zelo e professionalità dal personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Pagliarelli, con l’ausilio e l’apporto del gruppo unità cinofile di Palermo Questa operazione di servizio evidenzia l’eccellenza del lavoro di sinergia e di squadra del Corpo di Polizia Penitenziaria che come sempre si concretizza con ottimi risultati”, commenta, invece,  Donato Capece, segretario generale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria. “Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria rinnovo la richiesta di interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica di ultima generazione per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o ogni altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani”, aggiunge il leader del Sappe, che ai vertici regionali e ministeriali dell’Amministrazione Penitenziaria chiede un netto “cambio di passo” nelle attività di contrasto all’indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere “a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Pagliarelli a Palermo rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

Per questo il primo Sindacato della Polizia auspica un intervento dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria. (Lu.Tod)

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