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I nuovi cammini del Monte

Continuano ad Erice i lavori nell'ambito del progetto per la valorizzazione delle aree che fanno parte della Rete Natura 2000.

di Mario Torrente

Era una delle antiche “vie” del Monte, di cui si era persa traccia a causa della vegetazione che copriva il sentiero e le vecchie scalette di pietra. La “Rocca Chiana”, un grande “lastrone” di pietra, si vede perfettamente percorrendo la via Apollinis, la strada che dal Quartiere Spagnolo arriva alla chiesa di San Giovanni. Ma il “violo” (ad Erice i muntisi i sentieri li chiamano così) non era più percorribile da molti anni.

Adesso, nell’ambito dei lavori scattati con il progetto del Comune di Erice per valorizzare le aree che ricadono nella Rete Natura 2000, è stato ripristinato questo antico itinerario. E gli interventi di pulizia e scerbatura di questo versante della montagna hanno permesso di fare “riaffiorare” anche i gradini delle vecchie scale di pietra usate nel corso dei secoli dagli ericini.

Imboccando il sentiero che parte dalla mulattiera di Porta Castellammare, poco sotto il Quartiere Spagnolo, è possibile adesso arrivare alla Torretta Pepoli camminando, con vista grande bellezza sul golfo di Bonagia, Monte Cofano e l’Agroericino, lungo questo itinerario che rientra a pieno titolo nella viabilità storica ericina. Un cammino reso ancora più suggestivo dalla prospettive sul Castello di Venere. Ed una volta giunti alla Torretta Pepoli è possibile proseguire verso i Runzi percorrendo due sentieri, uno dei quali rimesso a nuovo di recente e che attraversa i monumentali ciliegi canini, oppure continuare passando sotto il Castello di Venere e costeggiando l’acrocoro dove un tempo sorgeva il Castello di Venere, per risalire direttamente verso i giardini del Balio.

Anche in questo caso si tratta di un vecchio sentiero recuperato nell’ambito dei lavori scattati con il progetto per la valorizzazione delle aree della Rete Natura 2000 predisposto dal Comune di Erice e finanziato con fondi europei. Il direttore dei lavori e progettista è l’ingegnere Gianluigi Pirrera che si è avvalso della stretta collaborazione dell’esperto agroforestale Giacomo Coppola, che ha seguito i cantieri delle imprese Cogeca e Ambiente e territorio.

Tra l’altro è previsto anche un vivaio ed una piantagione per la messa in dimora di diversi alberi e piante. Sono state poi sistemate diverse aree del versante dei Runzi dove si trova anche una plurisecolare quercia virgiliana. Ed stata anche fatta una gabbia di compostaggio del cippato e delle fascine di ailanto per la delimitazione di tratti nel percorso.

Insomma, questo cordone verde della montagna di Erice è stato rimesso a nuovo con un intervento di cui c’era bisogno per valorizzare quest’area, dall’altissimo valore naturalistico, oltre che paesaggistico e storico dove si intreccia anche un mix di storia e leggenda che possibile cogliere in questi antichi cammini dove ancora oggi resistono le antiche scalette di pietra, come quelle sotto il Castello di Venere, nel passaggio che va dal Balio alla Torretta Pepoli che praticamente costeggia le balze rocciose dell’acrocoro dove un tempo svettava il santuario della dea dell’amore.

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