La nuova ringhiera alla Marina di Trapani, interviene Italia Nostra

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Di seguito il comunicato inviato dal consiglio direttivo della sezione di Trapani di Italia Nostra.

I primi metri di ringhiera sono stati collocati alla Marina di Trapani e, come si immaginava, il risultato non è soddisfacente. L’aspetto estetico, contestualizzato all’interno della storia millennaria del porto di Trapani (e non certo circoscritto agli ultimi 60 anni come invece si vorrebbe far leggere questa vicenda) non migliora né tutela quel paesaggio urbano storicizzato, anzi: quindi non convince. Ma qui l’argomento è, paradossalmente, un altro: dobbiamo assolutamente cominciare tutti a prendere coscienza che il porto di Trapani è il cuore fondativo di questa città, è stato la ragione d’essere di un insediamento che, almeno dal settimo secolo avanti Cristo, si è identificato con la stessa città e non ne è una parte a sé, avulsa. Dobbiamo assolutamente cominciare a ragionare al di là dei confini tracciati sulla carta e che nella realtà invece non esistono: il confine di competenza tra il demanio portuale e il territorio comunale non è percepibile e non dovrà mai esserlo, proprio per le ragioni prima accennate. Quindi dobbiamo diventare soggetti autorevoli e consapevoli nei confronti di chi, in forza di una legittimità cartacea, pensa di disporre liberamente tutto ciò che lo riguarda senza chiedere alla città se le sue scelte siano compatibili con essa. L’intervento alle ringhiere della Marina è il secondo, in ordine di tempo, che l’Autorità Portuale attua in punta di diritto ma in assenza di interlocutori che spieghino l’essenza della città storica, le sue regole ed i suoi valori materiali ed immateriali: abbiamo assistito alla irreversibile costruzione di una stazione marittima per gli aliscafi che giace senza tenere conto della disposizione “a pettine” delle più antiche vie del quartiere Casalicchio. Italia Nostra non vuole assistere alla costruzione della nuova stazione marittima né alla costruzione della nuova banchina per le navi da crociera e nemmeno alla edificazione di nuove attrezzature portuali al Ronciglio senza spiegare cosa significhi per la memoria e per il valore della città storica il Molo Sanità, la passeggiata a mare e le Saline. Queste sono state, e temiamo saranno, costruzioni e programmazioni effettuate senza un programma di riferimento che fosse condiviso, in totale assenza del Piano Regolatore del Porto: uno strumento che, in ogni caso, Italia Nostra auspica prima di ogni altra cosa. Italia Nostra apprezza la Soprintendenza per la disponibilità a recepire le nostre istanze chiedendo all’Autorità Portuale di rivedere l’originario progetto delle ringhiere, pur se quello era già stato approvato. Purtroppo però la richiesta non è stata accolta dal destinatario che, sempre in punta di diritto, ha preferito procedere pressocchè come già all’origine era stato autorizzato. Italia Nostra confida nella futura collaborazione dell’Amministrazione Comunale, della stessa Soprintendenza e di tutte le altre Istituzioni ed i cittadini per tutte quelle altre grandi e piccole modificazioni che riguardassero il porto della città. Ma auspica d’ora innanzi una diversa e maggiore consapevolezza del rischio conseguente
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alla dispersione di un patrimonio millennario unico dato dalla Forma Urbis Draepanensis: dove per Forma non si intende il mero aspetto esteriore quanto invece l’essenza intima a più vera. Una delle ragioni dello smantellamento delle originarie ringhiere della Marina è stata che esse erano assai deteriorate: Italia Nostra si oppone al messaggio che se una parte costituente il patrimonio culturale locale è “assai deteriorata” potrà essere buttata via! Il restauro segue la manutenzione mentre la costante cura “del buon padre di famiglia” dovrebbe stare sopra a tutto: dunque non è giusto che una comunità intera venga progressivamente depauperata del suo patrimonio storico ed artistico perché colpevolmente l’avente titolo non abbia prestato la necessaria cura, non abbia effettuato la manutenzione ed infine non abbia provveduto al restauro. Per colpe e responsabilità non nostre oggi dobbiamo acriticamente prendere atto che le ringhiere sono “assai deteriorate” e per questo lasciare che vengano buttate via. Se facessimo così con i nostri genitori, con i nostri amici anziani, saremmo proprio delle brave persone…