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Mafia e corruzione, scarcerati due indagati salemitani

Annullate, dal tribunale del Riesame di Palermo, le ordinanze di custodia cautelare emesse a carico di  Salvatore e Andrea Angelo. Padre e figlio, entrambi di Salemi,  erano rimasti coinvolti in una inchiesta condotta dai carabinieri di Trapani, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Inchiesta che era culminata nell’arresto di undici persone. Sei finirono in carcere; gli altri cinque, invece, ai “domiciliari”

Salvatore Angelo era stato posto ai domiciliari, mentre il figlio Andrea era stato rinchiuso in carcere. Adesso, il Riesame di Palermo ha accolto l’istanza  avanzata dall’avvocato Giuseppe Ferro di Gibellina.

I reati contestati dalla Dda agli  indagati sono associazione mafiosa, corruzione, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione e autoriciclaggio.

In passato,  Salvatore Angelo , 75 anni, è stato ritenuto uno degli imprenditori vicini al boss latitante  Matteo Messina Denaro e dopo un precedente arresto e la condanna per mafia, gli è stato confiscato il patrimonio, tra cui alcune aziende edili e vitivinicole. Secondo gli investigatori, Salvatore Angelo, uscito dal carcere nel 2019, dopo essere tornato in libertà avrebbe ripreso il suo ruolo al servizio di Cosa nostra.

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